“Apprendiamo dalla stampa che la Provincia sta varando i concorsi per 53 posti di lavoro, di cui quattro dirigenti e 13 funzionari ad indirizzo socio-assistenziale. Attualmente stando alle notizie riportate dalla stampa – dichiara il consigliere provinciale di Italia dei Valori Bruno Firmani - i dipendenti provinciali ammontano 4261, di questi 210 sono i direttori e 72 i dirigenti, con un rapporto di un direttore ogni 18,95 addetti e di 1 dirigente ogni 55,26 addetti e di 2,92 dirigenti ogni direttore.
Se le nuove assunzioni avverranno nell’ottica della stabilizzazione del personale attualmente precario, questo ci trova d’accordo, in quanto il contratto a tempo indeterminato migliora la vita delle persone e la rende più stabile, con tutti i vantaggi di questo stato, quali la possibilità accedere ad un mutuo prima casa, formarsi una famiglia e contribuire all’aumento demografico della popolazione trentina. Così come le nuove assunzioni a tempo indeterminato in ruoli impiegatizi, in un momento di grande tensione occupazionale potrebbero contribuire migliorare il quadro del comparto occupazione nella nostra Provincia. Ciò che ci lascia molto perplessi è l’assunzione di nuovi dirigenti, che per la pubblica amministrazione hanno un costo considerevole.
Il rapporto attuale tra personale dirigenziale e addetti, come evidenziato in precedenza, non giustifica il ricorso alla creazione di nuove figure di questo livello, a nostro avviso i dirigenti e i direttori attualmente in carica potrebbero tranquillamente assolvere a qualche funzione in più, ottimizzando l’organizzazione.
In ultima analisi – sostiene Firmani - l’obbiettivo che la pubblica amministrazione deve perseguire dovrebbe seguire criteri di razionalizzazione dei servizi e riorganizzazione dei comparti, nella misura di una equa distribuzione degli incarichi e della mole di lavoro, in base ai livelli di competenze. Ricordiamo che se andiamo nel settore privato un dirigente di solito sovraintende a circa 100–150 addetti, nessuna azienda privata potrebbe permettersi un dirigente ogni 55 addetti.”
31.08.2010 - L\'Italia: un paese che ha perso la bussola?
Uno dei dittatori più discussi del pianeta viene in visita in Italia, accolto dall’attuale governo con tutti gli onori, per stringere accordi in cambio di un controllo sulle acque territoriali che impedisca l’arrivo dei barconi di clandestini dall’Africa all’Italia.
Molti industriali italiani, stanno già facendo affari con il suo paese, altri ancora sono già pronti a sbarcar in Libia con commesse di lavoro milionarie per la nuova autostrada di 1700 km, con un costo preventivato di 5 miliardi di euro. Per non parlare dell’“affaire” televisivo tra Gheddafi e le emittenti televisive e le società di produzione cinematografiche della famiglia Berlusconi, che avrebbe definitivamente cementato i rapporti di amicizia tra i leader dei due paesi.
E fin qui, nel calderone di conflitti di interessi vari e accordi in bilico tra legalità e opportunismo tra due personaggi che non si possono certo definire campioni di etica e moralità, gli italiani sono ormai avvezzi a ingoiare di tutto, ma oltre a questo ora il dittatore, ospitato con il suo staff in pompa magna all’ambasciata libica Roma con tanto di harem al seguito, si permette anche di impartire lezioni sul Corano a fanciulle reclutate da una agenzia dietro corresponsione di un gettone di presenza. E va anche oltre dichiarando che l’Europa deve abbracciare l’Islam.
Di fronte a questo squallido scenario sarebbe qualcuno si chiederà se sarebbe stata concepibile una simile scenografia per una visita di stato non di Putin ma di un leader dell’Europa occidentale. Chi, ad esempio, avrebbe visto Blair o vedrebbe Zapatero accolto da una coreografia composta da centinaia di giovani ragazze?
Allora io mi chiedo, se l’alleato più fedele di Berlusconi, la Lega che ha fatto dei Crocifissi nelle scuole e negli uffici pubblici la propria bandiera di lotta ideologica (e demagogica), possa accettare tutto questo. Dove sono l’UDC, le organizzazioni cattoliche, il Parlamento? L’opposizione tuonerà certamente e ci mancherebbe altro, ma la Lega? E i finiani? E in Trentino? Dove la Lega ha i suoi rappresentanti e per giunta non poco agguerriti che rivendicano le radici cristiane e che volevano esporre il Crocifisso nell’aula Consiliare? Qualcuno dovrà pur dire qualcosa!
Quale sarà il prezzo di questo inusitato silenzio?
Bruno Firmani
Consigliere Provinciale Italia dei Valori
24.08.2010 - Due appuntamenti trentini di Luigi De Magistris
Tour in terra trentina dell’euro parlamentare Luigi De Magistris per la presentazione del suo ultimo lavoro : “ASSALTO AL PM- Storia di un cattivo magistrato” - ed. Chiarelettere.
L’ex Pm, esponente di spicco di Italia dei Valori, presidente della Commissione Controllo Bilancio dell’Unione Europea, sarà domani, 18 agosto, a Folgaria, alle 20.45, al Palasport di via Nazioni Unite.
Ad accoglierlo in Trentino e a far da moderatore della serata Bruno Firmani Consigliere Regionale di IDV, che accompagnerà De Magistris nell’intrattenimento del pubblico ferragostano di Folgaria, in un puntuale ed esilerante viaggio autobiografico nella vita e nella professione di un magistrato che si è occupato principalmente di reati contro la pubblica amministrazione. Le sue indagini hanno chiamato in causa, a vario titolo, il mondo della politica e dell’imprenditoria nazionale e del suo territorio di appartenenza. Trasferito da Catanzaro a Napoli per “incompatibilità ambientale”, senza più funzione di PM, si dimette nel 2009 dall’Ordine Giudiziario.
La mattina seguente, giovedì 19 agosto, si replicherà ad Arco per un secondo incontro, con l\'eroparlamentare IDV, organizzato dalle sezioni IDV di Arco e Riva del Garda, in collaborazione con il Gruppo Consiliare Provinciale di Italia dei Valori.
L’appuntamento, al quale saranno presenti in neo assessore comunale di Arco IDV Massimiliano Floriani e il consigliere Bruno Firmani, si terrà in piazza III Novembre, alle ore 11, mentre in caso di pioggia l’incontro verrà ospitato presso la libreria Cazzaniga, in via Segantini 107 ad Arco.
16.08.2010 - Bruno Firmani : Rossi risponda nel merito non con illazioni
“Sostanzialmente dovrei essere io ad essere deluso dalla risposta dell’Assessore Rossi, un documento redatto in stretto burocratese, come se si trattasse di una qualsivoglia questione, una risposta senz’anima che andrebbe bene in qualsiasi vicenda, asettico e distaccato.
Prendo atto della difesa d’ufficio della professionalità del personale che fa capo alle strutture sociali da parte di Rossi, ma qui stiamo parlando della tutela della saluta fisica, psichica e mentale di un bambino” - ribadisce fermamente Bruno Firmani, Consigliere Provinciale di Italia dei Valori, che nella scorsa primavera presentò un’interrogazione in merito all’allontanamento coatto, disposto in modo forzoso, di una bambino e dell’affidamento ad una residenza protetta. Interrogazione alla quale Rossi ha risposto ieri con una nota al giornale l’Adige.
“In primo luogo respingo totalmente le illazioni di un’adesione “apodittica” ad una sola delle parti, le Istituzioni devono rispondere alla domande che la cittadinanza pone attraverso i canali che il nostro ordinamento democratico mette a disposizione e non deve opporre considerazioni proprie e personali, quando non fuorvianti.
Detto questo – prosegue Firmani – mi sarei aspettato una risposta con argomentazioni che dimostravano un interessamento autentico alla vicenda, le Istituzioni avrebbero potuto rispondere che il provvedimento adottato faceva seguito allo stato che il bambino manifestava in famiglia, mi aspettavo di sentirmi riferire di turbe comportamentali in casa, con i compagni, di mancanza di socializzazione, di cattivo rendimento scolastico, o magari di un bambino che veniva costretto in casa, al quale veniva impedito di svolgere attività sportive o ludiche. Avrei voluto sentirmi dire che ora rispetto alla sua condizione in famiglia il bambino è sereno gioioso, collaborativo, mentre tutte le relazioni seguite all’affidamento ad una residenza protetta riferiscono che egli mangia, dorme e sta sostanzialmente bene, senza fare nessun tipo di confronto con al sua condizione precedente. A quanto mi risulta questo miglioramento non si è verificato. Potrebbe, invece, essere accaduto il contrario?
Inoltre l’assessore afferma che “le modalità di esecuzione dell’allontanamento sono state concordate con il magistrato e con il curatore del minore”, ed allora mi chiedo per quale motivo la professionalità, la competenza degli operatori non preveda in questi casi una preparazione adeguata anche della madre. Un evento così traumatico può segnare la vita di un individuo per sempre e lo stato d’animo della madre gioca, in questo contesto, inevitabilmente , un ruolo chiave nell’immaginario di un bambino.
Ci sono altri elementi che non sembrano in alcun modo suscitare l’interesse ne dell’Assessore, né degli operatori, né dei così detti esperti deputati a seguirlo, ad esempio i lividi riscontrati sulle gambe del bambino durante una visita specialistica.
Allora noi rivolgiamo all’Assessore Rossi una domanda, se possibile, ancor più precisa e circostanziata delle precedenti: - E’ in grado egli, tramite le strutture preposte, di garantire che il bambino è sereno, spensierato, collaborativo e non chiede di tornare a casa? - .
Qui non stiamo trattando di liste d’attesa, di protocolli di spesa sanitaria, di personale ospedaliero, qui parliamo di eventi che segneranno per sempre la vita di una persona, forse sarebbe più costruttivo per tutti gli attori di questa triste vicenda, un comportamento possibilista, più aperto e collaborativo.
Bruno Firmani
Consigliere Provinciale di Italia dei Valori
07.08.2010 - COMUNITA\' DI VALLE, PROVIAMO A GUARDARE IN PROSPETTIVA
Comunità di Valle siamo arrivati al dunque, il dibattito su questa riforma che tanto impegnò la XIII legislatura ed una parte di quella in corso, è aperto, anzi apertissimo. Il 24 ottobre di quest’anno si andrà al voto per l’ennesima volta ed è normale, vista la portata che questi nuovi enti sovra comunali saranno deputati a ricoprire, che si cerchi di capire, di interpretare di vagliare, i pro, i contro, l’aumento della spesa, le ricadute in termini di maggiori opportunità per i territori.
Ma ciò che viene avanti e che noi di Italia dei Valori salutiamo con favore, è la consapevolezza diffusa che difficilmente ulteriori enti intermedi confezionati a tavolino dalla politica potranno soddisfare le enormi aspettative che questa rivoluzione istituzionale comporterà. Anzi potrebbe essere che le questioni si complichino ulteriormente, per una serie di motivi, che in questa sede tenteremo di analizzare.
In primo luogo le Comunità di Valle una dubbia configurazione giuridica e potrebbe essere che i comuni abbiano difficoltà a riconoscerne il ruolo, soprattutto se si dovrà programmare l’uso del territorio con una visuale di “valle” e non più di comune, ricordiamo peraltro che giuridicamente gli unici strumenti urbanistici a valere davvero saranno sempre e comunque i piani urbanistici comunali. In quest’ottica è bene anche ricordare che i paesi delle nostre valli, come di tutte le vallate del mondo, soffrono da sempre di un atavico, quanto granitico campanilismo ed il rischio di paralisi dei consigli delle comunità è sempre in agguato.
Qualche esempio: si troverà facilmente l’accordo per costruire la piscina o il campo sportivo, o la caserma dei vigili del fuoco che serva quasi un’intera vallata?
Anche ora, così come siamo messi, le controversie non sono poche su questi temi, controversie che a volte hanno anche portato a sbocchi positivi in qualche area del Trentino, dove due o tre comuni (in Val di Ledro addirittura cinque) hanno dato vita ad un comune unico.
Ecco noi crediamo che questa sia la strada, una spontanea, quanto naturale progressione verso unificazioni motivate da affinità socio-economica, vicinanza, oltre che per un’ottimizzazione di costi a tutto beneficio di maggiori servizi. Anche se i casi trentini citati dovrebbero rappresentare soltanto un esperimento iniziale.
Nei mesi scorsi ed in totale solitudine, rispetto alle altre forze politiche del Consiglio Provinciale, abbiamo proposto in una mozione un percorso che, grazie alle Comunità di Valle, dalle quali ormai non si può prescindere, arrivi in 10 anni ad una esemplificazione delle municipalità, con un numero indicativo di 30 comuni per tutto il territorio provinciale.
Una boutade? Una provocazione? Potrebbe anche essere, ma già ieri abbiamo letto su quotidiano regionale la proposta di un consigliere comunale di Rovereto, il quale dimezzerebbe il numero dei comuni da 216 a 100, massimo 120. Allora io credo che questo sia l’inizio di un dibattito interessante e fruttuoso per tutta la comunità trentina.
La nostra proposta infatti non vuole abolire le municipalità, con i loro nomi, i loro simboli, i gonfaloni, nessuno è così sprovveduto da pensare che in una comunità alpina, che per di più vanta 60 anni di Autonomia speciale, si possano cancellare le radici dei popoli, le tradizioni, le consuetudini millenarie. Nulla di tutto questo prevedeva il nostro progetto, anzi uno sportello di servizio agli abitanti di ogni comune dovrebbe certamente rimanere, con due, massimo tre dipendenti.
Ma l\' erogazione di servizi dovrebbe essere assolto da comuni di almeno 7-8 mila abitanti, pensiamo a quanti servizi di tages mutter, asili nido, domiciliari per gli anziani, di gestione virtuosa della raccolta differenziata, dei trasporti, dei centri scolastici, dell’aiuto ai disabili, potremmo dare alle famiglie con 40 milioni di risparmio sull’attuale pletora di consigli comunali, consiglieri, assessori, società comunali e apparati vari. Va da se’ che le commemorazioni comunali con più risorse a disposizione potrebbero essere anche più curate senza che ogni sindaco vada con il cappello in mano dall’assessore di turno a chiedere fondi.
E le Comunità di Valle in questa prospettiva che ruolo potrebbero avere? Noi pensiamo a delle Comunità di Valle che accompagnino questo processo, un ruolo di studio, di valutazione, di analisi e di proposte che da qui al 2020, porti il Trentino ad una configurazione moderna, efficiente, meno dispendiosa, meno pletorica. Per poi scomparire.
Questo noi crediamo sia fondamentalmente il ruolo che devono avere le Comunità di Valle, un insieme di uomini di buona volontà che conoscendo in maniera approfondita i problemi e le prerogative di ogni territorio, accompagnino con competenza, spirito di servizio e di collaborazione il Trentino ad essere una regione pilota, modello per molte altre regioni, che ancora una volta vedano nella nostra Autonomia, non tanto una concentrazione di privilegi, quanto un laboratorio per un futuro possibile.
Gli anni che verranno porteranno in dote sempre minori risorse e sempre maggiori necessità di affrontare politiche nuove, di integrazione, di uso corretto delle risorse, di maggiori capacità organizzative e strutturali, se vorremo vincere una sfida, quella del terzo millennio, che non farà sconti a chi non sa razionalizzare, ottimizzare, snellire una pubblica amministrazione che ormai è considerata la principale ipoteca allo sviluppo.
Bruno Firmani
Consigliere Provinciale di Italia dei Valori
28.07.2010 - Riduzione degli stipendi dei politici, Firmani : un pannicello caldo
Apprendiamo dalla stampa nazionale che i parlamentari si sono auto ridotti lo stipendio di 1000 euro, 550 euro ( l’equivalente del 10% della pura e semplice indennità che corrisponde a circa 5.500 euro) e 500 euro dalla diaria di soggiorno ( che corrisponde all’incirca a 4.000 euro).
Fermo restando che qualsiasi iniziativa in questa direzione ha il nostro plauso- dichiara Firmani consigliere provinciale di Italia dei Valori - anche in considerazione del fatto che si va verso un riallineamento con i trattamenti economici dei politici degli stati europei, resta il fatto che si era partiti da una proposta di riduzione del 10% del totale percepito (indennità + diaria + rimborsi spese viaggi + rimborsi spese elettore) che avrebbe dovuto corrispondere a circa 2.127 euro a parlamentare, il doppio dei mille euro di cui leggiamo oggi.
Ma il punto non è questo, facendo un rapido calcolo con il provvedimento appena varato, si può notare che il risparmio per la pubblica amministrazione sarà di 12 mila euro l’anno a parlamentare, se i parlamentari tra Camera , Senato, e Parlamento Europeo sono all’incirca 1000, il risparmio annuale realizzato si attesta attorno ai 12 milioni di euro . Un quotidiano nazionale parla di 60 milioni in tre anni, dal 2011 al 2013, che a mio avviso non sono reali e poi comunque sono temporanei perché dopo il 2013 non è dato di sapere che cosa accadrà.
Se invece si fosse preso in considerazione il modello Trentino, come proposto dal sottoscritto, anche in sede nazionale, con l’abolizione per legge dei vitalizi, tenendo contro che il vitalizio di un parlamentare , come di un consigliere regionale, costa all’ente pubblico circa 600 mila euro, se moltiplichiamo per i soliti mille parlamentari e forse qualcosa di più, aggiungendo i consiglieri regionali, si poteva arrivare ad un risparmio di circa 250 milioni di euro certi, oltre che a un vero segnale di cambiamento.
C’è una bella differenza, confrontando la nostra Autonomia con il resto delle regioni e con gli emolumenti dei parlamentari, mi viene da dire, dal punto di vista dei costi della politica, in Trentino, in pochi anni qualche risultato è arrivato, mentre nel resto d’Italia siamo ancora molto lontani da una politica che abbia senso di sé.
Per quanto riguarda i rimborsi spese viaggi e trasferte dei politici, resta aperto il capitolo dei rimborsi su presentazione della documentazione, una prassi che all’estero è consolidata, oltre che rigorosa e che da noi non si riesce nemmeno a mettere sul tavolo della discussione. Mentre se vogliamo veramente considerarci europei, qualcuno prima o poi della questione dovrà occuparsene\".
20.07.2010 - Contributo per le parrucche ai soggetti in chemioterapia
Contributo per le parrucche ai soggetti in chemioterapia: la Giunta accoglie una proposta di Firmani
“Abbiamo appreso dalla stampa locale che, tra gli altri contributi per supporti protesistici, la Giunta Provinciale erogherà anche un contributo per le parrucche. Ci rallegra molto vedere che la Giunta fa propria la nostra richiesta per prevedere un contributo all’acquisto delle parrucche, dedicato ai soggetti sottoposti a cure chemioterapiche – dichiara Bruno Firmani, Consigliere provinciale IDV-“.
In data 28 aprile 2010 infatti, come si può verificare dal testo allegato, Italia dei Valori, su segnalazione di pazienti , prevalentemente di sesso femminile, chiedeva in una interrogazione, che venissero agevolati queste pazienti, le quali per continuare a condurre una vita relazionale normale, dovevano preventivare l’acquisto di una parrucca. Nel corso degli anni però le case produttrici delle parrucche, forti di una domanda sempre crescente, hanno alzato i prezzi e per l’acquisto di una parrucca di media qualità, la spesa si aggira oggi tra i 600 e i 1000 euro.
Un esborso non accessibile a tutti, per un supporto quasi indispensabile dal punto di vista psicologico.
E’ noto infatti che nel trattamento chemioterapico la depressione dovuta ad un cambiamento radicale dell’aspetto della persona è sempre in agguato. A tal proposito altre regioni quali Piemonte, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, hanno introdotto questi contributi.
“Sarebbe stato un gesto più apprezzabile però da parte della giunta Provinciale citare la paternità di questa richiesta – conclude Firmani - un fair play che spesso manca tra componenti della stessa maggioranza e che invece servirebbe a tutti quanti per lavorare in un clima più sereno, più costruttivo e collaborativo”.
16.07.2010 - I Giovani Idv Trentino in memoria di Paolo Borsellino
Le delegazione trentina del dipartimento giovani si unisce a tutte le altre delegazioni regionali di Italia dei Valori nell’adesione alla manifestazione promossa dal Popolo delle Agende Rosse, che si terrà a Palermo lunedì 19 luglio, per commemorare la strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta: Agostino Catalano, Emmanuela Loi ( prima donna a far parte di una scorta ed a cadere durante lo svolgimento del proprio servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina .
Una dannata stagione insanguinata dalle stragi di mafia quella della primavera estate del 1992, nel marzo 1992 Salvo Lima, il 23 maggio Capaci, dove Giovanni Falcone, la moglie e la scorta caddero vittime di un agguato, proprio il giorno dopo delle nomina di Falcone a Superprocuratore Antimafia . Il 19 luglio toccò a Paolo Borsellino, mentre andava a trovare la madre.
Il Responsabile del Gruppo Giovani del Trentino Rocco di Filippo, dichiara : \"Come cittadini delle nuove generazioni sentiamo l\'obbligo morale di alimentare una sempre presente stagione di lotta alle mafie, anche attraverso il ricordo di uno degli eroi che, con il suo estremo sacrificio, ha incarnato l\'ideale di ribellione ad ogni forma di potere criminale\".
Di “sacrificio” parla Rocco, e di fatto sacrificio fu, perchè Falcone e Borsellino sapevano entrambi di essere nel mirino, ma non arretrarono di un passo, continuarono le loro indagini, seppur nel difficile clima con il quale ancora oggi viene definita la stagione dei veleni del Palazzo di Giustizia di Palermo.
“Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”, scriveva Bertold Brecht, ma i ragazzi si stanno mobilitando perchè nessuno resti più isolato e venga immolato, in questa lotta, lo gridano nelle piazze il loro: “Io non ho paura”. Per questo Falcone e Borsellino non sono morti, oggi più che mai sono vivi, nei libri di Roberto Saviano e di altri giovani, giornalisti, scrittori, studenti, e ragazzi normali, nei ragazzi delle cooperative di “Libera” che coltivano le terre liberate dalla mafia e riportate alla produttività grazie al sequestro dei beni confiscati ai mafiosi. Un mondo in cammino che non si fermerà.
Elena Baiguera Beltrami
16.07.2010 - COMUNICATO STAMPA
Arcese: contributi provinciali per mezzi reimmatricolati nella ditta slovacca e cassa integrazione degli autisti italiani?
Più che di un’interrogazione a risposta scritta potremmo parlare di un “sesto grado “ che il Consigliere Provinciale Bruno Firmani di Italia dei Valori, rivolge alla Giunta Provinciale in merito alla situazione della ditta Arcese.
L’azienda infatti in data 3 giugno chiede agli organismi competenti l’accesso alla cassa integrazione ordinaria, in data 17 giugno le parti si accordano per la cassa integrazione a carico di 160 autisti, 10 operai e 10 impiegati, per un periodo di 23 settimane.
Nel frattempo però l’azienda sta approntando un processo di delocalizzazione a Bratislava. E se le due cose fossero correlate? In Slovacchia la manodopera costa meno della metà che in Italia ( 700 euro contro 1800-2000 euro in Italia). La cassa integrazione dunque pare di fatto essere soltanto un primo passo verso la chiusura. Ma c’è dell’altro, pare che l’azienda abbia utilizzato contributi provinciale per l’acquisto di motrici ed altri veicoli che ha immediatamente reimmatricolati in Slovacchia, a tutto danno dell’azienda trentina e dei suoi lavoratori ( quelli rimasti). Con quali vincoli si erogano contributi in Trentino e con quali controlli sui finanziamenti erogati ?
Partendo da questo assunto ecco dunque la raffica di domande in cui si chiede alla Giunta Provinciale se sia al corrente della preoccupante situazione lavorativa creatasi alla ditta Arcese; se sia a conoscenza delle ragioni che hanno portato la Arcese a delocalizzare all’estero parte della propria azienda; quali siano le sedi estere della Arcese; tra quanto tempo verrà completato il processo di delocalizzazione di una parte dell’azienda de qua in Repubblica Ceca; quali contributi economici abbia erogato la Provincia alla Arcese negli anni 2008-2009-2010 e a quanto ammontano; se i contributi ricevuti abbiano un vincolo di destinazione; se la Provincia abbia controllato che non vi siano state forme di distrazione da parte della Arcese dei contributi provinciali ottenuti verso altri fini non contemplati dal vincolo di destinazione; se corrisponda al vero che l’Arcese abbia acquistato delle motrici, o altri mezzi di trasporto nuovi per mezzo dei contributi provinciali e li abbia reimmatricolati in Slovacchia; in caso di riscontro positivo come intenda la Provincia ovviare a situazioni simili.
Ed ancora se non sia il caso di destinare maggiori contributi provinciali alle aziende trentine che non delocalizzano all’estero, se non sia il caso di erogare contributi provinciali esclusivamente alle aziende trentine che stipulano contratti di lavoro in Italia, quali interventi la Provincia intenda porre in essere per scongiurare una fuga delle aziende dal territorio provinciale, quali siano le vere ragioni sottese alla decisione della Arcese di chiedere la cassa integrazione ordinaria per 160 autisti, 10 impiegati e 10 operai, se non sia più opportuna la cassa integrazione a rotazione tra tutti gli autisti, impiegati ed operai della Arcense piuttosto che colpire pesantemente alcuni dipendenti, quali provvedimenti, urgentemente, intenda porre in essere la Provincia al fine di tutelare i lavoratori della Arcese costretti alla cassa integrazione.
Da ultimo se la richiesta di cassa integrazione ordinaria abbia rispettato tutti i requisiti fissati dalla legge e se vi siano dei controlli volti ad appurare che l’Arcese e le altre aziende di trasporto trentine osservino le legge in materia di sicurezza.
12.07.2010 - Mozzarelle blu, un danno incommensurabile
“La vicenda delle mozzarelle blu del Caseificio di Fiavè ha dell’incredibile, potremmo tranquillamente parlare di un giallo – dichiara Bruno Firmani consigliere provinciale di Italia dei Valori – fino a ieri tutto tranquillo e poi improvvisamente a pochi giorni di distanza rispetto alle mozzarelle di origine tedesca, capitate per sbaglio nei discount trentini, ora anche un caseificio trentino presenta lo stesso problema.
Bisogna ammettere che, se di coincidenza si tratta, è una coincidenza davvero strana. Una notizia che arrecherà un danno di immagine incommensurabile al Trentino. Da sempre promuoviamo turismo e produzioni agro alimentari di un territorio circondato da splendide montagne, che danno origine a latte e formaggi pregiati e genuini, grazie al fatto che nostre mucche non crescono in sterminati allevamenti della pianura, ma in stalle di piccoli produttori, che in estate portano le mucche all’alpeggio ad alimentarsi con l’erba di montagna.
Questo è il Trentino che vendiamo, non l’immagine di un caseificio con impianti obsoleti, dove si possano annidare gli stessi batteri dei mega stabilimenti tedeschi. Sempre che ci stiano raccontando la verità, visto che ormai la contraffazione alimentare in Italia parla di mozzarelle prodotte con cagliate alimentari provenienti dall’estero, fatte con latte straniero, se non addirittura con latte in polvere, aumentando la massa grassa con il burro e la consistenza proteica con la caseina, sbiancate con cellulosa microcristallina ( additivo E460) e rese lucide e riflettenti grazie al biossido di titanio, usato normalmente per i veicoli spaziali.
Basti pensare che per quanto concerne le mozzarelle di provenienza tedesca, scoperte due settimane fa, il Governo Italiano ha fatto intervenire la Commissione Europea, la quale ha scoperto che si tratta di un batterio, lo pseudomonas, che si può annidare nelle confezioni di mozzarella durante l’ultimo stadio di lavorazione.
Ma nel Trentino della ricca Autonomia, che ha la pretesa di produrre e vendere formaggio con marchio Dop e prodotti di nicchia, questo non è accettabile, è uno schiaffo alla nostra dignità senza precedenti. E come svegliarsi una mattina e trovare la propria madre ubriaca.
Gli amministratori del caseificio di Fiavè, di cui peraltro la Provincia già ha dovuto sanare i conti di una gestione fuori controllo, si presentino dal Magistrato, dicendo tutta la verità. E che la Giunta inizia pensare che forse qualcosa nella Cooperazione da troppo tempo sta creando non pochi problemi”.
02.07.2010 - I contributi a bande e cori e i punti di vista sui soldi pubblici
\"Alla ricorrente domanda dell’opinione pubblica se non siano eccessivi due milioni di euro per corsi di musica e divise storiche, l’Assessore Provinciale alla cultura Franco Panizza, risponde asserendo che con un bilancio come quello che la Provincia di Trento destina alla cultura (26 milioni di euro) la cifra stanziata appare, di per sé, irrisoria.
Classico esempio di domanda legittima e risposta inidonea - dichiara Bruno Firmani - consigliere provinciale di Italia dei Valori - Un bilancio è sempre composto da “infinite” voci “infinitesime”, ma pur sempre di denari pubblici si tratta e si se vuole essere credibili bisogna renderne conto fino all’ultimo centesimo. Anche i due milioni di euro in questione sono soldi pubblici, anche se rappresentano solo il 7% della cifra a disposizione dell’Assessore Panizza.
Va benissimo la coesione sociale, come la promozione culturale del territorio ed anche l’inserimento dei giovani nei corpi bandistici, va bene sostenere l’economia incentivando l’artigianato, specialmente se storico, ma l’assessore chiederà alle associazioni di rendicontare l’utilizzo di così consistenti aiuti pubblici? Per entrare nel dettaglio e fornire qualche esempio: le divise verranno realizzate ad un prezzo equo oppure siccome ottenute grazie al contributo provinciale subiranno un sovrapprezzo? La ricaduta economica sugli artigiani che confezionano le divise sarà veramente un aiuto all’economia ed alla sopravvivenza di manodopera specializzata? Ed ancora chi controllerà, nei bilanci delle associazioni e dei cori, se gli aiuti concessi verranno utilizzati per gli scopi dichiarati?
Qualcuno potrà obbiettare, come spesso accade in Trentino, che noi dell’Italia dei Valori tentiamo di promuovere la cultura del sospetto. Non è così: se invece iniziassimo ad entrare nell’ordine di idee che controllando come vengono utilizzati i contributi concessi si attua un’operazione di trasparenza nei confronti di tutti i cittadini?
Il nocciolo poi in Trentino, dove si elargiscono copiose sovvenzioni pubbliche è sempre quello del controllo, tra gli innumerevoli pregi della nostra autonomia quello della rendicontazione, pubblica e trasparente, è sempre stato un po’ un tasto dolente.
Ora la crisi ci impone un’attenzione diversa, - conclude il consigliere Firmani- un rigore diverso e se il Trentino ha più possibilità finanziarie di altre province, ha anche l’obbligo morale ed etico di non esporsi a critiche che gettino ombre sulla gestione dell’Autonomia.\"
26.06.2010 - Tremonti sconfessa se stesso e la Corte Costituzionale
“Apprendiamo con grande rammarico che i cittadini non avranno sconti in bolletta per il versamento della Tia (tariffa igiene ambientale), sulla quale era stata contabilizzata l’iva, insomma una tassa sulla tassa. Il gruppo Consiliare Provinciale di Italia dei Valori aveva presentato in tal senso un’interrogazione, perché venissero coinvolti il Consiglio delle Autonomie e la Trenta per i rimborsi automatici.
Il ministro Tremonti - sentenzia Bruno Firmani, consigliere provinciale IDV - dopo due anni di assicurazioni su una politica che “non mette le mani nelle tasche degli italiani”, ora è costretto sconfessare se stesso, non solo con la manovra finanziaria, ma anche con questa ulteriore tassa della tassa, cassata dalla Corte Costituzionale, che restituiva il mal tolto.
Sconfessa se stesso il Ministro e cosa ancor più grave la Corte Costituzionale, sarebbe stato più realistico ammettere chiaramente che siamo alla bancarotta e che occorre prelevare il più possibile, anche dove non sarebbe giusto. Questo la dice lunga sulla considerazione che questo Governo dimostra nei confronti della Giustizia.
Per i nostri governanti se un provvedimento è anticostituzionale è lo stesso, basta incassare, dopo due anni di bubbole, sul fatto che il nostro paese era più solido di altri, che reggeva la crisi globale meglio di altri, che avevamo meno disoccupati, che la ripresa era iniziata, che il pessimismo non porta da nessuna parte, ora siamo arrivati al momento della verità.
Ma questa vicenda non sarà che un piccolissimo assaggio dell’ “anno che verrà”, grazie alle manovre di un governo che toglie alle categorie più deboli, pensionati lavoratori dipendenti, disabili, per non gravare nemmeno di un centesimo i più ricchi e soprattutto sugli evasori, vedi alla voce scudo fiscale, ici abolita per tutti, lala vicenda Alitalia ecc. Quelli non si toccano, non si sa mai che presto debbano di nuovo votare e naturalmente dalla parte di chi non si azzarda a toccare i loro privilegi”.
01.06.2010 - COMUNICATO STAMPA
La festa della Repubblica Italiana, è la commemorazioni che maggiormente ci riporta alla nascita del nostro ordinamento di Stato democratico.
Italia dei Valori per il 2 giugno 2010, ha lanciato un\'iniziativa il D-DAY della democrazia, con l\'obbiettivo di raccogliere 100 mila firme in un giorno.
In tutte le città d\'Italia saranno allestiti i gazebo per la raccolta di firme sui tre referendum contro la privatizzazione dell\'acqua, contro la legge sul legittimo impedimento e contro le centrali nucleari.
Le collocazioni dei gazebo in Trentino.
MERCOLEDI 2 GIUGNO
TRENTO
Via Verdi dalle 9:30 alle 12:30
P.zza Dante – fermata autobus – dalle 9.00 alle 20.00
ROVERETO
C.so Rosmini - angolo via Stoppani – dalle 9.00 alle 20.00
ARCO
P.zza Marchetti – dalle 9.00alle 19.00
TORBOLE
P.zza Benacense dalle 9.00 alle 13.00
31.05.2010 - Appalti e nomine, bisogna cambiare
“In merito alla vicenda degli appalti truccati la speranza è che non emergano responsabilità di funzionari pubblici. In tal caso Italia dei Valori auspica la massima severità - asserisce Bruno Firmani – consigliere provinciale di Italia dei Valori. – In questo momento di forte crisi di fiducia generalizzata nelle Isituzioni, bisogna avere il coraggio di dare una sterzata, invertire la rotta e abbandonare le consuetudini clientelari, o poco trasparenti.
A dire il vero anche la vicenda delle nomine nelle partecipate ha contorni discutibili – commenta Firmani - una forza politica porta avanti un nome, che viene subito criticato, salvo poi venire a saper il giorno seguente, che chi ha criticato propone un proprio nome. In questo modo la politica perde credibilità.
Noi di Italia dei Valori, siamo i “bacchettoni”, quelli insistono sempre con la trasparenza, i concorsi, le commissioni tecniche di valutazione degli incarichi ed a questo l’assessore Pacher oppone una sua visuale, secondo la quale alcuni incarichi devono necessariamente avere una valenza politica. E allora qui bisogna intendersi sul concetto di “politica”. Per quanto mi riguarda resto fedele al concetto di politica come governo della Polis ( città-stato autonome della Grecia antica), mentre mi pare che cercando di piazzare propri uomini nei posti che contano, si debba parlare di nomine “partitiche” che è ben altra cosa. Il termine partito deriva invece da “partizione”, che è un termine matematico che significa fare le parti. Se ancora dobbiamo scontrarci sul metodo, significa che la legge proposta dal Pd ancora non centra il problema e Idv proporrà a breve un proprio disegno di legge.
18.05.2010 - COMUNICATO STAMPA
Razionalizzazione della spesa pubblica Firmani propone: entro il 2020 riduzione da 217 a 30 comuni e soppressione delle Comunità di Valle.
Ci avevano già provato Mauro Bondi e Ottorino Bressanini, ma le proposte caddero nel vuoto, troppo impopolari e troppo lungimiranti per quei tempi.
Oggi in piena crisi economica, con il varo una manovra finanziaria nazionale già definita “lacrime e sangue” Bruno Firmani, consigliere provinciale di Italia dei Valori ci riprova.
Si potrebbe obiettare che in Trentino la crisi si è sentita di meno e si potrebbe anche obiettare che in un territorio di montagna il “campanile” è importante, perchè rappresenta le radici e le tradizioni storico culturali di una comunità. Ma le ragioni a sostegno della necessità impellente di ridurre il numero esorbitante degli apparati amministrativi, sono molte e suffragate da altrettanti vantaggi, anche se oggi qualche passo in questa direzione è già stato fatto dal Consiglio e dalla Giunta Provinciale.
In Trentino contiamo 217 comuni, in cui la dimensione demografica media è inferiore a 2000 abitanti, escludendo Trento e Rovereto. I comuni con più di 7000 abitanti sono soltanto 9, il 4,15% del totale. I comuni più piccoli non possono fornire ai propri cittadini servizi adeguati e nemmeno un supporto amministrativo significativo, pertanto fino a poco tempo fa venivano affiancati dai comprensori, anche per una migliore pianificazione territoriale. Oggi ci saranno le comunità di valle, con ulteriori costi per la comunità.
Recentissimi studi sulla pubblica amministrazione riferiscono di una spesa pro-capite maggiore nei piccoli comuni per garantire lo stesso numero di servizi di un comune più grande: la spesa corrente pro capite va da un massimo di 1.225 euro per i comuni con popolazione sotto i 500 abitanti ad un minimo di 700 euro per i comuni tra i 3 mila e i 5 mila abitanti. Oltre a ciò i comuni più piccoli, secondo un rapporto Ifel (fondazione ANCI per l’economia e la finanza locale) hanno una minore autonomia finanziaria e una quasi totale dipendenza dalle risorse trasferite. I comuni sotto i 500 abitanti hanno un’autonomia finanziaria del 50,17% a fronte di una dipendenza da entrate trasferite del 49,17%.
Ma vediamo ”in soldoni” quale potrebbe essere il risparmio della cura dimagrante proposta da un matematico prestato alla politica: “Se noi sommiamo 217 comuni più 16 comunità di valle – asserisce convinto Firmani, supportato dalle sue formule matematiche - abbiamo un totale di 233 entità amministrative, se di queste ne manteniamo soltanto 30 (eliminando indennità per 203 sindaci, vicesindaci, 600 assessori e relative strutture amministrative), si risparmierebbero dai 14 a 15 milioni di euro all’anno, corrispondenti a circa 200 alloggi popolari all’anno, o in alternativa, 10-15 residenze per anziani, ed altrettanti asili nido. “Senza contare la legge 142/1990 art. 11, che prevede contributi straordinari erogati, non solo dallo Stato, ma anche dalla Regione, commisurati alla quota di trasferimenti spettanti ai singoli comuni che si fondono.
Modernizzare insomma conviene ed anche in Trentino qualche comune ha già provveduto, il comune di Comano ad esempio, prodotto dalla fusione tra Bleggio Inferiore e Lomaso, o il comune di Ledro, che ha accorpato addirittura sei municipalità: Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Concei, Bezzecca, Tiarno di Sotto e Tiarno di Sopra.
“Ultima considerazione – conclude Firmani – segretario della I Commissione Bilancio – per altri dieci anni potremo godere di bilanci provinciali sostanziosi, ma trascorso questo tempo le cose potrebbero cambiare ed il nostro dovere di amministratori e legislatori è quello di guardare oltre la legislatura e come hanno fatto molti grandi politici di questa terra, programmare il futuro”.
Elena Baiguera Beltrami
12.05.2010 - A Leonluca Orlando è affidata la chiusura della campagna elettorale
A Leonluca Orlando è affidata la chiusura della campagna elettorale di IDV per l’appuntamento elettorale del 16 maggio 2010
Ordinario di diritto pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, deputato e portavoce di Italia dei Valori Leonluca Orlando, ha studiato ed ha vissuto per alcuni anni ad Heidelberg, in Germania. Conosce perfettamente la lingua tedesca ed è particolarmente affezionato al Trentino Alto Adige. A proposito della sua visita nella nostra regione dichiara :
”Il senso della mia presenza in Trentino è riconducibile al messaggio che il nostro partito cerca di trasmettere. Queste elezioni saranno molto importanti, perché segneranno il momento di verifica della percezione dei nostri valori sul territorio. Naturalmente il punto di radicamento nella ricerca di una via trentina ed alto atesina , sarà diverso rispetto alla via sarda o piemontese. Vi sono necessariamente linguaggi diversi, che rispecchiano ambiti con caratterizzazioni diverse, ma l’importante è che nella diversità si inneschi un processo di osmosi che favorisca un ricambio globale del pensiero corrente. Noi auspichiamo una cultura politica che si dimentichi degli affari in gioco e dei voti in ballo e che tenga ben presente che esiste un livello europeo di emergenza economica e conseguentemente anche democratica e sociale. Questo è quanto oggi ci viene richiesto, che si può riassumere in una sola parola, responsabilità”.
Un’ altra Rovereto dunque per il candidato sindaco di Idv a Rovereto Corrado Corradini e un’altra Italia gli fa eco Leonluca Orlando, sono possibili, nel rispetto delle regole, nella pratica dell’onestà, della trasparenza, nell’attenzione alle persone, a partire da quelle più deboli”.
PROGRAMMA DEL 13 MAGGIO 2010
ore 14.30 RIVA DEL GARDA
Passaggio al gazebo raccolta firme in Via Roma, Porta San Michele (lato nord)
ORE 15.30 ARCO
Passaggio al gazebo raccolta firme in Piazza 3 Novembre
ORE 17.00 ROVERETO
Conferenza stampa presso l\'Auditorium Brione Via Silvio Pellico, 16
06.05.2010 - Antonio Di Pietro in Trentino per le elezioni comunali del 16 maggio
Il sostegno da parte del presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro non mancherà alle liste ed ai candidati che si presenteranno al confronto elettorale per il rinnovo dei consigli comunali del prossimo 16 maggio. Già dalla prima mattina di domani il leader IDV sarà a Riva del Garda al gazebo per incontrare la cittadinanza, dove la lista dipietrista, guidata dal candidato sindaco Giovanni Pellegrini, corre da sola. A seguire Arco, dove la squadra di Massimiliano Floriani , che si presenta in colazione a sostegno del candidato sindaco PD Paolo Mattei, attenderà Di Pietro in via Roma, a porta S. Michele.
A Rovereto il leader IDV terrà una conferenza stampa per sostenere l’impegno del candidato sindaco Corrado Corradini e della sua lista. Anche a Rovereto corsa in solitaria per Corradini, dopo un’estenuante trattativa condotta con la coalizione di Andrea Miorandi , che poi però non ha prodotto l’apparentamento. Nei limiti di tempo di un parlamentare iper attivo come Antonio Di Pietro è’ prevista anche una passeggiata nel centro storico del capoluogo, per visitare i gazebo del partito impegnati in questi giorni nella raccolta di firme per i referendum abrogativi contro la privatizzazione dell’acqua, il legittimo impedimento e contro il nucleare, ma su quest’ultima eventualità risulta impossibile prevedere orari precisi.
PROGRAMMA DEL 6 MAGGIO 2010
ore 9.15 RIVA
Passaggio al gazebo raccolta firme in Via Roma Porta San Michele (lato nord)
ORE 9.45 ARCO
Passaggio al gazebo raccolta firme in Piazza 3 Novembre
ORE 11.00 ROVERETO
Conferenza stampa presso l\'Auditorium Brione Via Silvio Pellico, 16
A seguire passeggiata per il centro storico di Trento
06.05.2010 - COMUNICATO STAMPA
Il sostegno da parte del presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro non mancherà alle liste ed ai candidati che si presenteranno al confronto elettorale per il rinnovo dei consigli comunali del prossimo 16 maggio. Già dalla prima mattina il leader IDV sarà a Riva del Garda al gazebo per incontrare la cittadinanza, dove la lista dipietrista corre da sola, guidata dal candidato sindaco Giovanni Pellegrini.
A seguire Arco, dove la squadra di Massimiliano Floriani , che si presenta in colazione a sostegno del candidato sindaco PD Paolo Mattei, attenderà Di Pietro in via Roma, a porta S. Michele.
Nella città della quercia il leader IDV terrà una conferenza stampa per sostenere l’impegno del candidato sindaco Corrado Corradini e della sua lista. Anche a Rovereto corsa in solitaria per Corradini, dopo un’estenuante trattativa condotta con la coalizione di Andrea Miorandi , che poi però non ha prodotto l’apparentamento. Nei limiti di tempo di un parlamentare iper attivo come Antonio Di Pietro è prevista anche una passeggiata nel centro storico del capoluogo, per visitare i gazebo del partito impegnati in questi giorni nella raccolta di firme per i referendum abrogativi , contro la privatizzazione dell’acqua, il legittimo impedimento e contro il nucleare, ma su quest’ultima eventualità risulta impossibile prevedere orari precisi.
PROGRAMMA DEL 6 MAGGIO 2010
ore 9.15 RIVA
Passaggio al gazebo raccolta firme in Via Roma Porta San Michele (lato nord)
ORE 9.45 ARCO
Passaggio al gazebo raccolta firme in Piazza 3 Novembre
ORE 11.00 ROVERETO
Conferenza stampa presso l\'Auditorium Brione Via Silvio Pellico, 16
A seguire passeggiata per il centro storico di Trento
03.05.2010 - COMUNICATO STAMPA
Sfilata di big di Italia dei Valori in regione per la campagna elettorale del rinnovo dei consigli comunali. Domani sera l’europarlamentare ed ex magistrato Luigi De Magistris sarà a Rovereto, dove incontrerà i cittadini all’Auditorium del Brione , in via Silvio Pellico, 16 alle 20.30.
Tema della serata “Green Economy: un ponte tra Rovereto e l’Europa”. L’incontro è stato organizzato dalla lista Idv “un\'altra Rovvereto è possibile “, guidata dal candidato sindaco Corrado Corradini.
Nei giorni prossimi è annunciato l’arrivo del presidente del partito Antonio di Pietro, che si dividerà tra la città di Bolzano e i comuni del Trentino in cui Idv è presente con una propria lista, Rovereto , Riva del Garda, Arco e Lavis dove divide il simbolo con una lista civica.
A seguire Pancho Pardi probabilmente l’ 8 maggio, ed in chiusura di campagna elettorale l’onorevole Leonluca Orlando.
Invieremo nei giorni prossimi comunicazioni con date precise e luoghi dei prossimi incontri.
03.05.2010 - Le parrucche hanno raggiunto prezzi impossibili
La domanda di parrucche per far fronte alla fase più difficile della terapia chemioterapica, che prevede la perdita dei capelli, è fortemente aumentata in questi ultimi anni. Molte donne e qualche maschietto ricorrono sempre più frequentemente a questo palliativo, che permette loro di condurre, nonostante tutto, una vita quasi normale a livello di relazioni. Nel mercato, regolato dalla domanda e dall’offerta , di conseguenza è aumentato a dismisura il prezzo delle parrucche femminili.
Una parrucca di buona qualità può costare da 600 a 1000 euro ed anche oltre e la spesa non è certo alla portata di tutti. Se è vero che si tratta di una soluzione temporanea, è altrettanto noto che per tutti coloro che vivono in quelle particolari condizioni , è un tempo infinito ed infinitamente penalizzante. Nei pazienti sottoposti a chemioterapia spesso il poter continuare lavorare, o a condurre comunque una vita relazionale normale, rientra nella terapia psicologica per superare il trauma. Alcune regioni quali : il Piemonte , la Toscana, L’Emilia Romagna e le Marche hanno da tempo deliberato l’erogazione di un contributo per l’acquisto della parrucca ai pazienti in cura chemioterapica.
Sulla scorta di questi precedenti il consigliere provinciale di Italie dei Valori Bruno Firmani interroga l’assessore competente per sapere se non sia il caso di prevedere anche in Trentino un contributo a favore dei pazienti oncologici, per l’acquisto di questa protesi. Un gesto di sensibilità nei confronti di una malattia talmente diffusa, da essere diventata un problema sociale, in merito al quale la ricerca ha fatto passi da gigante, ma che prima di portare alla guarigione comporta periodi di depressione e di stress, che non si possono e non si devono sottovalutare.
29.04.2010 - I tre quesiti referendari di Italia dei Valori e calendario dei gazebo
TRENTO
sabato 1.5.2010
Via Verdi
09:00-19:30
domenica 2.5.2010
Largo Carducci
09:00-19:30
giovedi\' 6.5.2010
Largo Carducci
08:30-13:30
venerdi\' 7.5.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
venerdi\' 18.6.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
sabato 8.5.2010
Largo Carducci
09:00-19:30
sabato 19.6.2010
Largo Carducci
09:00-19:30
domenica 9.5.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
domenica 20.6.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
giovedi\' 13.5.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
venerdi\' 14.5.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
venerdi\' 25.6.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
sabato 15.5.2010
Via Verdi
09:00-19:30
domenica 16.5.2010
Largo Carducci
09:00-19:30
domenica 27.6.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
giovedi\' 20.5.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
giovedi\' 1.7.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
venerdi\' 21.5.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
venerdi\' 2.7.2010
Via Verdi
14:30-19:30
sabato 22.5.2010
Largo Carducci
09:00-19:30
sabato 3.7.2010
Via Verdi
09:00-19:30
domenica 23.5.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
domenica 4.7.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
giovedi\' 27.5.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
giovedi\' 8.7.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
venerdi\' 28.5.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
venerdi\' 9.7.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
sabato 29.5.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
sabato 10.7.2010
Via Manci
09:00-19:30
domenica 30.5.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
domenica 11.7.2010
Via Manci
09:00-19:30
giovedi\' 3.6.2010
Piazza Fiera
08:30-13:30
giovedi\' 15.7.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
venerdi\' 4.6.2010
Via S. Croce
14:30-19:30
venerdi\' 16.7.2010
Via Oss Mazurana
14:30-19:30
sabato 5.6.2010
Largo Porta Nuova
09:00-19:30
sabato 17.7.2010
Via Oss Mazurana
09:00-19:30
domenica 6.6.2010
Via S. Croce
09:00-19:30
domenica 18.7.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
giovedi\' 10.6.2010
Via Belenzani
08:30-13:30
venerdi\' 11.6.2010
Largo Carducci
14:30-19:30
sabato 12.6.2010
Largo Carducci
09:00-19:30
domenica 13.6.2010
Via Belenzani
09:00-19:30
Acqua
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Dicono che la privatizzazione dell’acqua è il futuro. Ma il resto del mondo sta tornando all’acqua pubblica.
Dicono che l’acqua privata è più economica di quella pubblica. Chiedi in Toscana, dove l’acqua è privata da 15 anni e le tariffe sono le più alte d’Italia.
Dicono che la privatizzazione dell’acqua migliorerà i servizi. Ma l’acqua pubblica va incontro ai bisogni dei cittadini mentre i privati inseguono solo i profitti: chi li obbligherà a investire nelle infrastrutture?
Dicono che l’acqua rimarrà un bene fondamentale e inalienabile. Ma cosa impedisce a un privato di togliere il servizio a chi non può pagare una bolletta? Puoi restare una settimana senza acqua?
Dicono che con l’acqua privatizzata non ci saranno discriminazioni. Ma un privato non ha interesse a raggiungere zone isolate o difficili da collegare.
Dicono che aprendo al mercato privato la concorrenza migliorerà i servizi. Ma le grandi società francesi sono già pronte a spartirsi il bottino “Italia”. Altro che concorrenza!”
Nucleare
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Dicono che il nucleare è sicuro. Ma in Francia ci sono più di 100 incidenti l’anno. E dove metteremo le scorie? Il problema dello stoccaggio non è stato ancora risolto. L’Italia diventerà inoltre un obiettivo terroristico.
Dicono che il nuovo nucleare è sicuro. Ed economico. E veloce da costruire. Non è vero, con i tempi e i costi del nucleare franco-berlusconiano, che sono il doppio di quelli previsti dal governo, l’Italia non rispetterà le direttive europee sulla riduzione delle emissioni.
Dicono che il nucleare non ha impatti sull’ambiente. Ma una centrale nucleare, oltre alle scorie, utilizza enormi quantità d’acqua, compromettendo l’equilibrio idrogeologico della zona in cui viene costruita.
Dicono che con il nucleare in Italia saremo energeticamente autosufficienti. Ma tu hai mai visto giacimenti di uranio in Italia? Lo compreremo dall’estero. E comunque le 4 centrali previste arriverebbero a malapena all’8% del fabbisogno energetico nazionale.
Dicono che il nucleare abbasserà le tariffe dell’energia. Ma nessun privato al mondo costruisce centrali nucleari senza finanziamenti pubblici enormi a scapito delle tariffe.
Dicono che viviamo in democrazia. Ma i siti delle centrali verranno scelti dal Governo e dai privati che costruiranno. I cittadini non avranno diritto di parola.
Legittimo impedimento
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Dicono che con il legittimo impedimento il governo potrà affrontare sereno le riforme. Ma le uniche riforme che interessano a Berlusconi sono la reintroduzione dell’immunità parlamentare e l’impunità per i reati di cui è accusato.
Dicono che con il legittimo impedimento si assicura la governabilità del Paese. Ma gli altri impegni mondani che Berlusconi prende non gli impediscono di governare, come mai i processi si?
Dicono che non si tratta di un’altra legge ad personam. Mentono. I processi Mills e Mediaset di Berlusconi sono sospesi, così come gli altri che arriveranno.
Dicono che rimarrà in vigore solo 18 mesi. Non è vero. Sarà prorogato fino a quando non cambieranno la Costituzione per assicurarsi l’impunità.
Ti dicono che la magistratura rimarrà un potere indipendente dello Stato. Ma il magistrato non ha più la possibilità di processare i ministri anche se commettono reato.
Dicono che siamo tutti uguali di fronte alla legge, secondo l’art. 3 della Costituzione. Ma non è così, per il presidente del consiglio e i suoi ministri non valgono più le stesse regole che per gli altri. Per loro il magistrato può solo rimandare alle calende greche l’udienza.
29.04.2010 - Prezzi alti delle case? Firmani : Facciamo come la Svizzera
“E’ sbagliato il sistema italiano - afferma il consigliere di Italia dei Valori Bruno Firmani – a proposito della denuncia dei prezzi troppo alti degli immobili. E il sistema Trentino con i contributi sulla casa, finisce per drogare ancora di più il mercato, perché il costruttore sapendo che l’acquirente usufruisce di sovvenzioni per l’acquisto, alza il prezzo e alla fine i contributi per la casa vanno agli immobiliaristi invece che ai destinatari del contributo. Se a questo si aggiunge che i terreni edificabili in Provincia sono pochi e c’è molta richiesta, si può tranquillamente affermare che noi abbiamo una situazione di disparità anche peggiore rispetto ad altre regioni, dove i prezzi delle case hanno risentito della crisi economica.
I ceti meno abbienti da noi possono accedere alla casa Itea a canone moderato, i ceti più alti si rivolgono direttamente al mercato, mentre per le classi medie, che hanno stipendi dignitosi, ma non hanno garanzie, si allontana sempre di più possibilità di comprare casa, perché per loro i prezzi di mercato sono inavvicinabili e per accedere alla graduatoria delle case Itea hanno redditi troppo alti. Recentemente la Provincia ha abbassato il coefficiente Icef per accedere al contributo prima casa, ma questo non elimina il problema della speculazione, i costruttori per tutta risposta fanno cartello e i prezzi non scendono.
In molti paesi europei esiste un sistema sociale concepito in modo diverso: si investe sul lavoro e sul know out, in questo modo il tessuto sociale ed economico crescono di più, gli stipendi sono più alti e si evitano speculazioni da parte dei costruttori.
In Svizzera ad esempio se un giovane vuole acquistare casa, e questa casa vale 100, può impegnarsi a pagare solamente 50, anche per 30 anni, senza impiccarsi al pagamento di rate del mutuo stratosferiche. Quella sarà comunque la sua casa, anche se pagata per metà, ma che necessità c’è di essere titolari di una casa pagata molto più di quello che vale ed essere impiccati ad un mutuo proibitivo per tutta la vita? Il restante 50, potrà riscattarlo tutto, o in parte, con la liquidazione. Oppure, potrà anche non riscattarlo affatto, alla sua morte gli eredi decideranno se subentrare e pagare la rimanenza. In caso contrario la banca potrà rimetterla sul mercato.
Il nostro sistema bancario italiano è diverso, e su questo siamo tutti d’accordo, ma, ciò che non si comprende, è perché noi, che siamo una piccola Provincia Autonoma ed abbiamo possibilità di legiferare ed inoltre abbiamo una tradizione cooperativa di cinquant’anni, non riusciamo ad attuare in sistema di questo tipo. Sul problema delle case ai ceti medi bisognerà intervenire e al più presto se non vogliamo diventare una terra con pochissimi grandi speculatori straricchi e una popolazione di inquilini.
Forse sarebbe meglio dare la precedenza a questi progetti, se vogliamo che i Trentini creino famiglie e facciano figli e fermare per un po’ di tempo la programmazione delle grandi opere, dal tunnel del Brennero a Metroland. Il futuro è molto incerto e una comunità responsabile si occupa in primo luogo della vita dei propri abitanti\".
26.04.2010 - Sostanze dopanti
Ora probabilmente, dopo gli arresti di ieri, i carabinieri dei NAS eseguiranno controlli a tappeto anche nelle palestre, nelle piscine e nelle associazioni sportivedel Trentino, nonostante per ora il fulcro dell’operazione delle forze dell’ordine pare concentrato sulla zona di Bolzano. Ma il fenomeno nella nostra provincia aveva già allertato parecchi cittadini, soprattutto genitori che iscrivono i figli in palestra, i quali chiedevano una presa di posizione da parte dei rappresentanti istituzionali.
Italia dei Valori infatti aveva già preparato un’interrogazione, depositata oggi in Consiglio Provinciale, nella quale si chiede all’assessore competente se vi siano dati in merito alla diffusione di queste sostanze dopanti in Trentino, se siano stai adottati provvedimenti per contrastare il fenomeno e se non sia il caso di promuovere un’incisiva e massiccia azione di contrasto con una campagna informativa nelle palestre e presso le società sportive, per sensibilizzare operatori sportivi e allenatori , ma soprattutto nelle scuole, con incontri a tema, dove personale medico possa illustrare i danni irreversibili provocati da queste sostanze, spesso consigliate con leggerezza e mascherate da integratori vitaminici.
Nonostante sia vietato dalla legge n° 376 del 2000, il doping infatti è sempre più diffuso , perché manca un’ informazione capillare sugli effetti collaterali. Gli anabolizzanti come il nandrolone, sono cancerogeni e possono modificare i caratteri sessuali di chi li utilizza. Molto praticata è anche la trasfusione di eritropoietina che fa aumentare il rischio di trombosi del 400%. Ma senza arrivare a questi dopanti “pesanti” , esistono tutta una serie di coktails che si possano acquistare abbastanza agevolmente attraverso dei siti internet, oppure all’interno di molte palestre, le quali costituiscono dei veri e propri punti di spaccio.
15.04.2010 - L’esenzione dal ticket per i donatori di organi
Il consigliere provinciale di Italia dei Valori, Bruno Firmani, ha presentato un disegno di legge, firmato anche dai consiglieri Roberto Bombarda e Luigi Chiocchetti, che modifica la legge provinciale 29 del novembre 1993 (ISTITUZIONE DI UN REGISTRO PROVINCIALE DONATORI DI MIDOLLO OSSEO E INTERVENTI AGGIUNTIVI DI ASSISTENZA SANITARIA).
Nel ddl di IDV propone di prevedere un’esenzione dal pagamento del ticket sanitario sui prelievi per esami del sangue, riservato alle persone donatrici di sangue, donatori di midollo osseo o di organi tra viventi. Per quanto concerne la donazione di sangue, il Trentino è da sempre ai primi posti in Italia per numero di donazioni. Nel 2008 le donazioni nel territorio provinciale hanno superato la soglia delle 20.000 unità (segnatamente 20.198), registrando un incremento di 879 unità rispetto al 2007. Nonostante questo dato positivo negli ultimi anni si registra una crescita esponenziale della richiesta di ematocomponenti, pertanto si propone che dopo 30 donazioni per gli uomini e 20 per le donne si possa concedere l’esenzione dal ticket, per esami clinici, nello spirito che tende a premiare coloro che, con gesto di grande sensibilità e di generosità, permettono ad altri di continuare a vivere. A maggior ragione questo provvedimento andrebbe rivolto ai donatori di midollo osseo, una categoria assai rara di donatori, che affronta un protocollo medico complicato, in anestesia, con prelievi dalle ossa iliache e che a seguito di un prelievo che va da 70 a 1000 millilitri di sangue midollare, viene tenuto in osservazione per 12-24 ore, per poi seguire una prescrizione di riposo per 4-5 giorni. Il provvedimento andrebbe anche naturalmente a beneficio dei donatori di organi per i quali si propongono anche esenzioni dal pagamento di alcune prestazioni di diagnostica, specialistiche e di laboratorio.
Inoltre il disegno di legge che ha come primo firmatario il consigliere IDV popone l’incremento e la promozione di un’adeguata informazione sui temi della donazione volontaria, attraverso momenti di approfondimento, conferenze, convegni, campagne informative e di sensibilizzazione soprattutto negli istituti scolastici. Come ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della XII edizione delle Giornate Nazionali per la Donazione ed il Trapianto di Organi e Tessuti: “L’Italia della donazione e del trapianto è un esempio dell’Italia della solidarietà”.
08.04.2010 - RU486
Per quale motivo imporre il regime di ricovero di tre giorni per la pillola RU486 quando in tutto il mondo la pillola abortiva viene somministrata in day hospital ed in alcuni casi anche ambulatorialmente?
La legge non impone il ricovero, ma fornisce solamente un indirizzo e lo stesso primario di ginecologia dell’ospedale S. Chiara di Trento dott. Emilio Arisi, che dal 2006 ha già potuto sperimentare ampiamente la bontà del protocollo in day hospital, non vede nessuna ragione a sostegno del ricovero.
Al dilà del rischio di sovraffollamento nell’occupazione di posti letto preziosi in reparto e di un aumento spropositato di costi a carico dell’azienda sanitaria, si profilano anche una serie di difficoltà per una donna che decide di abortire con il farmaco. La decisione va presa entro la settima settimana, compresi i 7 giorni di legge previsti dal protocollo, che prevedono il colloquio, le due visite, il certificato e la somministrazione della prima compressa, il rispetto dei tempi è imprescindibile per la sicurezza. E se, come già accaduto, non vi fosse disponibilità di posti in ospedale in quel momento? Si rischierebbe di spingere chi ha preso comunque questa decisione verso una scelta obbligata, quella dell’aborto chirurgico, molto più invasivo e traumatico, ma che spesso comporta soltanto un giorno di degenza. E la tutela della privacy a cui ogni donna ha diritto quando decide di abortire?
La RU486 non può essere interpretata come una scelta fatta con più “leggerezza” rispetto all’interruzione chirurgica di gravidanza, ma semplicemente come un trattamento meno debilitante e clinicamente migliorativo per la salute della donna. La filosofia clinica che ha portato alla RU486 si fonda sull’eliminazione di una pratica chirurgica rischiosa, invasiva e penalizzante, non certo sul concetto che un problema così delicato si possa risolvere prendendo una pillola.
Pertanto è la scienza che ha vinto con questo nuovo ritrovato farmacologico, non certo la negazione della coscienza, se facciamo fede all’assunto che la donna che è arrivata questa decisione abortirà comunque.
Un supporto valido al trattamento in day hospital potrebbe esser un gruppo di lavoro, come già avviene in altre regioni, per il monitoraggio del controllo del dolore, il processo di “presa in carico” ospedaliero ed il rapporto con la fase domiciliare, il dosaggio e l’utilizzo ottimale dei farmaci. In questo modo si potrebbe stilare una casistica utile al miglioramento del protocollo, con integrazioni rispetto al processo indicato dall’AIFA (agenzia italiana dei farmaci).
Il consigliere Firmani pertanto chiederà con una interrogazione a risposta immediata all’assessore alla sanità Ugo Rossi di addurre evidenze scientifiche solide rispetto alla variazione del protocollo fin qui sperimentato e rispetto a questa nuova decisione che riguarda la scelta del ricovero ospedaliero.
01.04.2010 - I rimborsi iva pagati sulla TIA si possono chiedere
Con la sentenza n°238 del 2009 la Corte Costituzionale ha dichiarato che la T.I.A (Tariffa Igiene Ambientale) è una “tassa” e non una “tariffa” e come tale non assoggettabile ad IVA, pertanto risulta illegittima l’applicazione dell’iva applicate su quella che viene erroneamente definita una tariffa, ma che in realtà si configura come un tributo. Sostanzialmente, secondo la sentenza della Corte Costituzionale, abbiamo pagato una tassa sulla tassa e i Comuni, attraverso gli enti gestori come la Trenta, in questi ultimi anni hanno percepito indebitamente l’iva imposta al valore della T.I.A.
Si configura pertanto un arricchimento indebito in capo alla pubblica amministrazione, di conseguenza coloro che in questi anni hanno versato l’iva sulla TIA, sono legittimati a chiedere il rimborso di quanto indebitamente percepito dall’ente pubblico.
Non è ancora chiaro se il rimborso va richiesto a coprire i cinque anni antecedenti la presentazione della domanda, oppure solamente per i due anni antecedenti. Una cosa è certa, la notizia è apparsa sui media, ma non ha avuto alcun seguito in merito alla reale legittimità e alle conseguenti modalità della richiesta di rimborsi, pertanto è utile per tutti sapere che una volta raccolta la documentazione delle TIA pagate e presentata la domanda, stilata dall’associazione consumatori, allegata in copia, il diritto al rimborso è legge.
Il consigliere provinciale IDV Bruno Firmani interroga pertanto la Giunta Provinciale per sapere se, in presenza della sentenza sopra illustrata, la T.I.A sia ancora gravata di iva e con quale modalità ci si propone di intervenire, perché questa maggiorazione non dovuta della T.I.A venga sospesa. Se non sia possibile inoltre intervenire presso il Consorzio dei Comuni, o gli enti gestori come la Trenta ( i quali a loro volta dovranno poi rivolgersi all’Agenzia delle Entrate), perché venga adeguatamente informata la popolazione sulle modalità della richiesta di rimborso. Ancora meglio sarebbe, chiede l’interrogazione di IDV, predisporre un rimborso automatico a coloro i quali hanno versato l’iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale, o in alternativa stabilire una compensazione sulle utenze future. In tal caso sarebbe auspicabile attivarsi celermente perché il il provvedimento non cada in prescrizione.
31.03.2010 - Le tasse universitarie
“Un vecchio adagio contadino recita che se si ha seminato bene prima o poi qualcuno raccoglierà. In tema di rette universitarie, ho sempre predicato, peraltro inascoltato, in qualità di membro del CDA dell’ateneo trentino, che non si dovevano applicare aumenti delle rette universitarie – dichiara Bruno Firmani, consigliere provinciale e per 18 anni ordinario di analisi matematica alla Facoltà di Ingegneria - Finalmente oggi si arriva a comprendere che, in presenza di un bilancio che lo consenta, aumentare le tasse universitarie non è produttivo, né per gli studenti né per l’Università. Soprattutto ora ed alla luce del fatto che nel resto d’Italia le tasse aumenteranno quasi ovunque, mentre se saremo previdenti in Trentino saremo in grado di attrarre studenti da fuori provincia.
E’ un provvedimento che arriva tardivamente rispetto a quanto auspicavo fino a due anni fa, le mie battaglie di allora tenevano conto del fatto che nella nostra cara vecchia Europa le tasse universitarie sono bassissime, pertanto a mio avviso, ci si dovrebbe orientare verso un piano di riduzione delle tasse universitarie, non solo come manovra anticongiunturale, ma soprattutto per un concetto più equo di accesso all’Università, anche se la dicitura esatta sarebbe: più “europeo”.
Si parla tanto di investire nella cultura e nella ricerca: ecco il modo più semplice, vedere l’impegno culturale dei giovani come un investimento della società e non dei singoli.
Un segnale importante per favorire l’ingresso dei giovani all’università, soprattutto alla luce del fatto che nel nostro paese si sta affermando la tendenza di un governo che tenta in ogni modo di creare una società classista, dove chi frequenta scuole private, molto curate, sia nella scelta dei docenti, che delle strutture e della didattica, potrà avere una preparazione adeguata per accedere ad università sempre più proibitive dal punto di vista della spesa a carico delle famiglie, mentre chi viene da una scuola pubblica svuotata di finanziamenti, avrà difficoltà ad iscriversi all’università, pur con l’ausilio delle borse di studio.
Una classe dirigente che può scegliere il proprio futuro, sarà una classe dirigente consapevole e autorevole, una società in cui il “ceto” la fa da padrone, è destinata ad avere un futuro molto incerto”.
31.03.2010 - Comunicato stampa
“Le cifre di bilancio di Hydro Dolomiti Enel pubblicate dalla stampa regionale in questi giorni dimostrano quanto è e sarà ricco il mercato dell’energia in Trentino. A fronte di un utile netto cosi importante di Dolomiti Energia – rileva il consigliere provinciale Bruno Firmani, di Italia dei Valori - i privati, che sono all’incirca un 30%, si spartiranno una bella torta.
Una cifra che andrà nelle tasche di imprenditori privati, finanziarie, fondazioni, mentre se la società fosse stata soltanto a capitale pubblico, la comunità trentina avrebbe potuto chiedere una riduzione nelle utenze energetiche. Attualmente i riscontri che arrivano dai clienti della Trenta, socio addetto alle vendite del Gruppo, riferiscono di tariffe non proprio vantaggiose, soprattutto per i privati che utilizzno l’energia elettrica per lo scaldabagno. Un controsenso se si pensa all’enorme quantità di energia idroelettrica prodotta in Trentino.
Ancora mi chiedo, visto che parliamo tanto di investimenti con ricadute sul territorio, se tutti questi utili in mano ai privati resteranno in Trentino, o migreranno in investimenti fuori Provincia e magari, come già accaduto in investimenti che poi si sono rivelati improvvidi e rischiosi.
Continuo a sostenere ora, come ebbi a sostenere ai tempi della costituzione della multiutility, una delle prime sei in Italia per fatturato, che aprire ai privati è stato un errore, i rapporti tra pubblico e privato dovrebbero rimanere distinti, in quanto il privato persegue l’utile, mentre il pubblico deve operare nell’interesse della collettività, a tutto vantaggio delle tariffe per gli utenti. Mi chiedo pertanto - conclude Firmani - quale sarà la tendenza dei prossimi anni, visto che ad un certo punto si paventava l’ingresso in borsa del colosso energetico”.
Con una mozione che presenterà alla Giunta Provinciale infatti Italia dei Valori chiederà uno stop ad ulteriori privatizzazioni, o ingressi di soci privati nella società energetica, sia per quanto riguarda la distribuzione, che la gestione dell’energia idroelettrica.
22.03.2010 - Precisazioni doverose
Marco Ianes, delegato IDV del commissario straordinario (non coordinatore provinciale, come erroneamente riportato) ha dichiarato alla stampa i giorni scorsi che la situazione di Rovereto, dove la coalizione di centro sinistra autonomista e riformista non ha apparentato Italia dei Valori,”……. porterà strascichi nei rapporti di forza della coalizione provinciale…..”.
Il consigliere provinciale Bruno Firmani tiene a ribadire che i rapporti all’interno della maggioranza a livello provinciale non sono assolutamente in discussione.
Inoltre sottolinea di non essere stato in alcun modo interpellato, ne coinvolto, nelle trattative con la coalizione di centro sinistra a Rovereto e di essere estraneo alle decisioni prese dalla segreteria provinciale IDV, conseguenti alla esclusione di Italia dei Valori dalla colazione che avrà come candidato sindaco Andrea Miorandi.
22.03.2010 - L\'on. Sergio Piffari IDV prende posizione in Parlamento contro Fugatti
L’onorevole di italia dei Valori Sergio Piffari, commissario straordinario della sezione trentina del partito, interroga i Ministri delle Finanze e dell’Economia in merito ad una dichiarazione dell’on. Fugatti, parlamentare della Lega Nord, il quale durante l’audizione in Commissione Finanze della Camera del 10 febbraio 2010, alla presenza del direttore dell’Agenzia delle Entrate dott. Attilio Befera, asseriva che l’Ordine dei Commercialisti e le associazioni di categoria in Trentino lamentano un uso eccessivo dei controlli fiscali nei confronti dei titolari di partite iva, da parte della locale Agenzia delle Entrate. “Sono molto più pressanti rispetto alle confinati Lombardia e Veneto – lamentava Fugatti.
In commissione era presente il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, il quel sorprendentemente dichiarava: “A Trento c’è una situazione un po’ particolare: il personale, in numero elevatissimo, proviene dall’ex centro servizio: quindi vi sono anche problematiche di natura professionale, legate alle esperienze professionali. Stiamo ipotizzando, tuttavia, un intervento di tipo organizzativo, che sicuramente risolverà il problema. Nel frattempo, per il 2009, abbiamo già dato disposizione di ridurre in modo significativo, a Trento, il numero degli accertamenti, in attesa e in previsione dell’annunciato intervento”.
Tramite una indagine effettuata in loco, dalla sezione provinciale di Italia dei Valori, nella persona di Salvatore Smeraglia, emerge di fatto come, l’Agenzia delle Entrate di Trento, abbia intrapreso da anni il percorso delineato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, conseguendo risultati di eccellenza nell’attività di contrasto all’evasione fiscale, tanto risultare tra i primi posti per efficienza rispetto all’intero territorio nazionale.
Nel 2009 le riscossioni dell’Agenzia delle Entrate di Trento sono aumentate del 20 % rispetto al 2008, secondo quanto stabilito dalle direttive emanate dalla Direzione Centrale, raggiungendo e superando, in termini di efficacia gli obiettivi strategici assegnati, senza alcun “accanimento nei confronti delle aziende”, visto che gli accertamenti fiscali negli ultimi due anni sono sensibilmente diminuiti e per l’anno in corso, si prevede un ulteriore calo del 30% circa. A fronte di meno controlli, si è comunque ottenuto circa il 20% in più delle riscossioni rispetto agli anni precedenti, a dimostrazione che l’attività di lotta all’evasione fiscale ha puntato più sulla qualità dei controlli che sulla quantità, smentendo sia la presunta vessazione ai danni dei contribuenti trentini, sia la necessità di ridimensionare il numero degli accertamenti.
L’onorevole Sergio Piffari, chiede pertanto ai Ministri competenti se siano a conoscenza dell’efficacia, dell’efficienza e della tempestività dell’azione di contrasto dei fenomeni evasivi da parte l’Agenzia delle Entrate di Trento; se ritenga che l’ Agenzia delle Entrate stia correttamente perseguendo il livello di adempimento degli obblighi fiscali attraverso il miglioramento dei servizi offerti, e se l’azione di contrasto dell’evasione fiscale portata avanti sinora, non sia perfettamente in linea con gli obiettivi e i piani di azione del Ministero dell’Economia e delle Finanze e se consideri opportuno che tale l’azione venga condotta nelle stesse modalità anche per il 2010.
Oppure se reputi eccessivo il numero degli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate nel 2009 nella Provincia di Trento e quindi ritenga necessario ridurre il numero degli accertamenti fiscali. L’ultimo quesito di IDV interroga inoltre il Governo per sapere se sia rispondente al vero che presso l’Agenzia delle Entrate di Trento vi sia un esubero di impiegati e per quale motivo, alla luce di questi dati, vengano respinte le istanze di trasferimento presso altre sedi, nonché le richieste di lavoro part-time ed accolte, invece, le richieste di mobilità in entrata.
22.03.2010 - Altri 4 milioni di euro soffiati sotto il naso alla PAT dalle ferrovie
Il Trentino pare proprio che con le ferrovie italiane non riesca in nessun caso ad alzare la voce e far valere le proprie ragioni. Accade infatti che con le In forza delle delibere n. 902/2008 e n. 770/2009 la Giunta provinciale abbia finanziato con euro 4.065.862,78 il nuovo sistema di controllo centralizzato del traffico ferroviario (CTC) sulla tratta Trento – Bassano. Una spesa enorme da parte della Provincia, che per tutta risposta si vede scippare dalle Ferrovie dello Stato il Centro di controllo centralizzato del traffico ferroviario, il quale verrà trasferito appunto nella città scaligera. Inutile riferire lira dei sei addetti al servizio che dovranno trasferirsi notte tempo in automobile a Verona per essere sul posto di lavoro alle quattro di mattina.
Vero è che anche i centri di controllo ferroviari delle linee Bolzano-Merano e Fortezza – S. Candido, sono stati trasferiti a Verona, ma non risulta che la Provincia di Bolzano abbia sborsato un centesimo per i CTC. La Provincia di Trento, visto come si mettevano le cose poteva bloccare il finanziamento, o almeno minacciare di farlo, per cercare di portare a casa una trattativa diversa, ma inspiegabilmente tutto ciò non è avvenuto. Pertanto il consigliere Bruno Firmani di Italia dei Valori chiede all’Assessore competente, con un’interrogazione a risposta immediata, indirizzata al prossimo Consiglio Provinciale di martedì 23 marzo, come mai la Provincia non si sia opposta al trasferimento e come intenda porre rimedio alla situazione oltremodo penalizzante per i lavoratori e dispendiosa per il denaro pubblico investito. In sostanza quali strategie opportune ritenga di porre in essere , da un lato, per recuperare i 4 milioni spesi dalla Provincia, e dall’altro, per tutelare i sei addetti trentini del CTC.
17.03.2010 - L’on. L. Orlando di IDV ospite del Forum Altoatesino dell’Economia
L’onorevole Leonluca Orlando, parlamentare di Italia dei Valori, Vicepresidente dei Democratici Riformatori Europei e docente di Diritto Pubblico all’Università di Giurisprudenza di Palermo, sarà tra i relatori del sesto FORUM ALTOATESINO dell’ECONOMIA che si terrà il 19 marzo presso il Forum di Bressanone , dalle 13.30 alle 20.00.
Titolo della sesta edizione “ Tempo di svolta, verso il successo con coraggio, cambiamento e innovazione”. Quattro i nomi di spicco, provenienti da mondi diversi ed esperienze diverse, che il Forum dell’Economia Altoatesino quest’anno ha invitato al tavolo del confronto, Niki Lauda, ex pilota di Formula 1 e appassionato imprenditore in campo aereonautico, la dottoressa Gerlinde Manz –Crist presidentessa dell’Ufficio Pubbliche Relazioni del Liechtenstein, il dott. Yorch Schmidt direttore finanziario della Opel Gmbh a Russelsheim in Germania.
L’onorevole Orlando il cui intervento è previsto alle 17.30, relazionerà su un tema dal titolo “ Verso una nuova società con coraggio per una cultura di impegno e di valori”. Abbiamo chiesto, in merito questa enunciazione, a Orlando, che in questo momento rappresenta in Parlamento il partito che maggiormente punta il dito sulla questione morale, di spiegarci in due parole il suo pensiero: “ I principi etici di responsabilità individuale relativamente al rispetto delle regole - afferma - non sono soltanto necessari, ma sono soprattutto convenienti e propedeutici al buon funzionamento e all’immagine dell’Italia. Senza di essi infatti il nostro paese sarà condannato all’arretramento economico ed al sottosviluppo”.
Autore di numerose pubblicazioni, anche in lingua tedesca, quali, Ich sollte der nächste sein, Herder Verlag, Freiburg, 2002 e Der Sizilianische Karren, Amman Verlag, Zürich 2004,Leonluca Orlando è stato il primo sindaco della città di Palermo, eletto al primo turno con il 75% dei voti con la Rete, il movimento da lui stesso fondato nel 1991, a dare impulso a un complesso progetto di rinnovamento civico che, attraverso un’ampia serie di programmi volti alla promozione di una nuova cultura della legalità, anche e soprattutto in ambito culturale ed educativo, ha contribuito in modo incisivo a liberare la città dall’egemonia culturale della mafia, in un processo divenuto noto come “Rinascimento di Palermo”. Da allora il suo impegno è sempre stato costante, sia da Parlamentare Europeo dal 1994, che da Deputato del Parlamento Italiano con Italia dei Valori, nel divulgare e promuovere la cultura della legalità, tramite pubblicazioni in diverse lingue, con conferenze, convegni ed incontri, anche oltre oceano.
16.03.2010 - La delegazione trentina che manifesterà a Piazza del Popolo
Parte alle 4.00 del mattino di domani (oggi per chi legge) per Roma, un pullman organizzato dal Gruppo Consiliare Italia dei Valori in collaborazione con la segreteria nazionale del partito, che trasporterà nella capitale la delegazione trentina alla manifestazione che si terrà alle 14.00 a Piazza del Popolo.
Non soltanto simpatizzanti ed iscritti IDV, ma anche giovani, persone appartenenti ad altri partiti e semplici cittadini senza alcuna collocazione politica, ma con molta voglia di protestare contro lo strapotere di questo governo.
Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Il Pdl è stato escluso per gravi irregolarità nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge.
Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni del Presidente del Consiglio, il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarità nella presentazione della documentazione e perché la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia.
Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia.
Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tutto questo non è più tollerabile, per questo IDV, PD, Verdi, Sel,Partito Socialista,Federazione della Sinistra, Popolo Viola, saranno uniti nel dire basta al continuo braccio di ferro tra Governo e Magistratura.
03.03.2010 - I benefit dei consiglieri regionali
“L’Assessore Ugo Rossi mi trova sulla sua stessa lunghezza d’onda relativamente al pass omaggiato ai consiglieri da utilizzare sulla A22 “ - dichiara Bruno Firmani, consigliere provinciale di Italia dei Valori – “Personalmente ho usato pochissimo la tessera per l’A22 e solamente per motivi istituzionali, addirittura per molti altri viaggi, anche se legati all’attività consiliare, o del partito, uso il telepass personale senza chiedere alcun rimborso.
Ma a questo punto, per capire come viene utilizzato questo benefit , basterebbe chiedere ad A22 di fornire i dati di come viene utilizzata la tessera fornita ai consiglieri regionali.
Seconda questione, in previsione della fornitura di un eventuale telepass gratuito per gli spostamenti su tutti i tratti autostradali, come conciliare il fatto di possedere già un telepass privato, collegato alla targa della propria autovettura (ormai appannaggio di chiunque viaggi in autostrada) se non è possibile collegare due telepass alla stessa targa automobilistica? Corriamo il rischio che ci sia qualcuno che disattiva il proprio telepass per attivare quello in omaggio? O che magari attivi il telepass regionale sulla vettura della moglie, o della compagna? Mi auguro proprio che non ci si abbassi a questi livelli.
Il sindacato ha ragione a tenere alta la guardia - conclude il consigliere IDV - ma voglio sperare che ormai, almeno in Trentino Alto Adige, dove ancora si può parlare di “buona amministrazione”, con tutto quello che sta accadendo tra crisi economica e catastrofi ambientali, la sensibilità etica su certi comportamenti sia un patrimonio di sensibilità condivise e che i richiami , in questo senso, rimangano nella sfera di una fisiologica attività di controllo della società civile nei confronti della politica\".
02.03.2010 - Conferimento di Incarichi per collaudi provinciali
In merito al disegno di legge 90, in discussione oggi in Prima Commissione Bilancio, “Modificazioni della legge sul personale della Provincia” all’art. 15 che riguarda le disposizioni in materia di incarichi di collaudo di opere pubbliche di competenza della Provincia e dei suoi enti strumentali, il Gruppo Consiliare Provinciale di Italia dei Valori propone i seguenti emendamenti:
- l’istituzione di uno o più albi distinti in ragione delle professionalità, cui possono iscriversi i dipendenti provinciali con una determinata esperienza e qualificazione, tutti gli iscritti dovranno essere informati tempestivamente della possibilità di partecipare alla gara per l’affidamento di collaudi di opere pubbliche, formulando la propria offerta e dove la Provincia assegnerà l’incarico sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
- l’istituzione di gare tra tutti i dipendenti della Provincia iscritti agli albi previsti dal regolamento
- La Provincia avrà poi l’obbligo di fornire adeguata motivazione in ordine all’incarico affidato, al fine di dare adeguata evidenza all\'iter logico seguito nel procedimento di selezione, con successiva pubblicazione sul sito della Provincia.
- Se ricorrono i presupposti previsti dalla legge provinciale sui contratti e beni provinciali (legge 19 del 1990 n°23) l\'incarico di collaudo potrà anche essere affidato, sempre previo svolgimento di gara pubblica, a personale dipendente di altri enti, o ad altri soggetti, privati o pubblici.
L’intento degli emendamenti proposti è quello di fornire a tutti i professionisti pubblici e privati le stesse opportunità e di sgombrare il campo da affidamenti e incarichi conferiti con criteri che potrebbero esser giudicati non sufficientemente trasparenti.
In merito invece all’art. 39 “Agenzia per la sopraintendenza dei beni e delle attività culturali” Il Consigliere Bruno Firmani propone di sopprimere gradualmente le 4 sopraintendenze esistenti e di istituirne una sola, con compiti di
- tutela, ricerca studio e valorizzazione dei beni archeologici
- conservazione, ricerca, studio, gestione e valorizzazione dei beni immobili di proprietà provinciale e delle collezioni custodite nei castelli del Buonconsiglio, di Beseno, Stenico e Thun e delle relative testimonianze culturali e storiche che a questi beni fanno riferimento.
Il provvedimento proposto si orienta verso una razionalizzare tutto il patrimonio storico e culturale provinciale prevedendo un considerevole risparmio di denaro pubblico.
26.02.2010 - Firmani non vota la legge sulla tutela delle donne vittime di violenza
“C’era bisogno di un ulteriore approfondimento – dichiara Bruno Firmani - tutte le associazioni femminili erano sostanzialmente contrarie all’impianto stesso della legge, per questo motivo mi astengo, ho ritirato gli emendamenti, ma il fatto che siano le stesse componenti dell’associazionismo femminile a sollevare grosse perplessità, mi spinge a dire che la decisione in merito non era matura e che non sono stati attentamente valutati molti aspetti che avrebbero effettivamente contribuito a garantire le donne nei confronti di questo delicatissimo problema”.
25.02.2010 - Baite tecnologiche
\"Gli emendamenti di IDV sono stati sostanzialmente accettati. - dichiara con soddisfazione il Consigliere Bruno Firmani -. Le norme introdotte dai nuovi emendamenti sostitutivi dei nostri e dagli ordini del giorno, bloccano in egual misura ogni forma di speculazione e tutelano il patrimonio culturale di tradizioni e di consuetudini alpestri, costituito dalle baite.
Per questo motivo abbiamo deciso di ritirare gli emendamenti firmati, per confluire in altri correttivi condivisi da un numero nettamente superiore di consiglieri.
Rimane la paternità sull\'aver sollevato un problema dirimente e di aver individuato le soluzioni\".
25.02.2010 - Baite tecnologiche: i paletti di Italia dei Valori pone dei vincoli
Soddisfazione del consigliere Bruno Firmani per il favore sugli emendamenti proposti da IDV, al disegno di legge 81 sull’incentivazione all’edilizia sostenibile e riqualificazione architettonica. All’articolo 36 che riguarda la riqualificazione delle baite, sono state inserite delle clausole molto stringenti rispetto alla legge proposta dalla giunta Provinciale.
Si chiede infatti che(comma. 7) “Il proprietario dell’immobile oggetto del recupero, al fine di ricevere i contributi di cui ai commi precedenti, deve concedere in comodato gratuito per 20 anni alla Provincia l’immobile oggetto di recupero”. (comma. 8) “ Gli immobili oggetto di recupero ai sensi del presente articolo, non devono essere stati oggetto di compravendita nei dieci anni antecedenti alla richiesta di realizzazione degli interventi di recupero d cui ai commi 5 e 6.(comma.9) Gli immobili oggetto di recupero ai sensi del presente articolo devono essere siti vicino ad una strada agevolmente percorribile e devono, altresì, essere già dotati di un impianto idrico di acqua potabile.”
“Con questi paletti - dichiara Firmani – possiamo eludere una serie di rischi , il primo: che qualcuno possa fare incetta di masi per farseli ristrutturare gratis dalla Provincia, visto che la legge parla di contributi a fondo perduto, ma non pone vincoli di nessun tipo. Secondariamente il proprietario a fronte della ristrutturazione gratuita del suo maso, sia disposto a privarsi della disponibilità dell’immobile, conferendolo alla Provincia perché lo gestisca, rientrando così dei costi di ristrutturazione e incentivando un’offerta in stile svizzero. Il terzo è che gli interventi di recupero non prevedano la creazione di strade ed altre onerose opere di urbanizzazione, quali allacciamento all’acquedotto, o alla rete elettrica, che farebbero lievitare i costi di ristrutturazione, sbilanciando l’equilibrio, costi – ricavi a danno dell’ente pubblico”.
In fase di discussione in aula e’ possibile una mediazione sugli emendamenti ma pare che l’impianto sia stato sostanzialmente recepito.
24.02.2010 - Il Consigliere Bruno Firmani e la scuola
In pieno dibattito sulla riforma della scuola Bruno Firmani esprime una posizione molto netta:
”Possiamo anche nasconderci dietro un dito e dire che nulla deve cambiare nella scuola, ma io credo che renderemmo un cattivo servizio alla scuola, ai nostri figli e al nostro paese. Anche nella scuola, come in tutti gli ambiti che riguardano gli aspetti strutturali del welfare italiano noi potremo fare tutte le riforme che vogliamo, ma se non cambia l’approccio nei confronti del “disastro scuola”, nulla cambierà.
Oggi la scuola non fornisce ai nostri ragazzi una preparazione adeguata, ci vuole più impegno più partecipazione, più consapevolezza da parte di tutti, dei docenti in primis ed a cascata arriverà anche quello degli studenti e dei genitori. Mi rendo perfettamente conto – asserisce convinto Firmani - di dire cose impopolari, ma sono fermamente convinto che per cambiare la scuola si debba produrre di più, mettere più passione, più impegno, più cura. Il ruolo della scuola oggi è troppo importante per essere relegato ad un mero aspetto contrattuale. Fermo restando che il precariato è un problema drammatico e che in futuro i concorsi, dovrebbero poter stabilizzare i posti di lavoro della scuola e si dovrebbe gradualmente abolire il precariato, figlio di quarant’anni di riforme della scuola, una più devastante dell’altra e di una politica che ha creato posti di lavoro nel più totale dispregio della razionalità dei percorsi didattici e della spesa pubblica.
Da noi in Trentino il problema esiste come nel resto d’Italia, ma la Provincia ha dichiarato questa riforma garantirà almeno i livelli occupazionali attuali. Resta il fatto che ridurre i tempi e di conseguenza l’impegno andrebbe nella direzione opposta alla qualità dell’insegnamento che tutti auspichiamo. A tal proposito - continua Firmani - ho proposto all’Assessore Dalmaso che i dieci minuti che vengono tolti ad ogni ora di lezione, vadano a costituire un monte ore di didattica frontale di tre ore settimanali,i n cui ogni insegnante possa dedicarsi a agli allievi che non hanno capito, a chi ha perso qualche passaggio, a chi ha bisogno una ulteriore spiegazione.
Da docente che ha passato una vita professionale a raccogliere i cocci prodotti dalla scuola riversati sull’Università, vedrei positivamente anche l’allungamento del periodo didattico annuale venga esteso ad almeno 37 settimane, in questo modo avremmo una serie di risultati positivi: maggiore tempo a disposizione perché si portino a termine i programmi didattici, più tempo perché un numero sempre maggiore di allievi riesca a conseguire una preparazione adeguata, maggiore supporto alle famiglie per supplire a tre mesi di assenza dalla scuola con i ragazzi a ciondolare tra la strada il pc ed il televisore.
Se non riusciremo a preparare adeguatamente i nostri studenti presto non potremo nemmeno più vantare i famosi “cervelli in fuga”, perché “cervelli” in questo paese non ve ne saranno più.”
23.02.2010 - Nei negozi dei centri commerciali aperti la domenica no tourn over
Alcuni centri commerciali della nostra Provincia rimangono aperti quasi tutti i giorni festivi dell’anno. Molti dei negozi che appartengono a questi agglomerati dell’acquisto non dispongono delle risorse umane sufficienti per sostenere gli incessanti ritmi lavorativi, tanto da non riuscire ad alternare i propri dipendenti nel lavoro durante le festività. Questa situazione va ad incidere negativamente sulla qualità della vita degli addetti, che spesso, sono costretti a lavorare senza soluzione di continuità, domeniche comprese, per più settimane consecutive.
Ma c’è di più, a questa mancanza di attenzione nei confronti dei lavoratori si accompagnerebbe anche un altro fatto sconcertante: ai commessi delle attività commerciali, nei giorni festivi non verrebbe corrisposta l’indennità oraria per il servizio festivo, essi percepirebbero infatti solo l’ordinaria retribuzione senza l’indennità aggiuntiva della giornata festiva prevista dalla legge.
Questa consuetudine, poco rispettosa dei diritti dei lavoratori, potrebbe espandersi in tutta la Provincia visto che con la riforma del commercio si prevedono fino a 40 deroghe di chiusura domenicale per i comuni ad attrazione commerciale.
A fronte di tutte queste notizie riferite da numerosi dipendenti di negozi dei centri commerciali il Consigliere Provinciale Bruno Firmani di Italia dei Valori, interroga l’Assessore competente per sapere se sia a conoscenza dei fatti dianzi descritti e quali provvedimenti ritenga opportuno adottare per la tutela dei lavoratori del commercio.
19.02.2010 - Trasparenza nella Pubblica Amministrazione : la proposta IDV
C’è un ampio dibattito in corso nella comunità trentina in merito alla trasparenza nella pubblica amministrazione ed è proprio su questo tema che il Gruppo Consiliare Provinciale di Italia dei Valori sta lavorando da settimane. Si tratta di un disegno di legge che prevede un procedura unica per ogni nuovo incarico che l’ente pubblico dovrà affidare: appalti, consulenze, incarichi professionali, sostituendo le modalità’ di assegnazione diretta.
La procedura si basa sulla predisposizione di una serie di elenchi, differenziati per settore di competenza, da pubblicare sui siti della Provincia e dei comuni.
A questi elenchi si potranno iscrivere liberamente tutti i professionisti e i fornitori di beni e servizi che riterranno di possedere i requisiti per partecipare ai bandi anche se di piccolo importo.
Quando il bando di concorso viene predisposto si procede ad inviare all’elenco che fa riferimento a quel comparto, le modalità di partecipazione. Attesi pochi giorni, l’amministrazione interessata procederà’ all’assegnazione dell’incarico secondo le modalità previste nel bando (minimo costo, graduatoria che tiene conto di vari parametri).Contemporaneamente pubblicherà’ sul sito internet l’elenco delle offerte con le rispettive valutazioni. Il tutto per garantire la massima trasparenza nell’assegnazione degli incarichi professionali e dei servizi e i criteri di merito relativi alla scelta effettuata dall’ente.
Attuando questa prassi si spazzerebbero via tutta una serie di trattative private, di sospetti in merito a valutazioni di tipo clientelare, lobbistico, o semplicemente opportunistico, favorendo un trattamento equanime per tutti i contraenti ed una procedura snella.
Ovviamente rimarrebbero in vigore tutte le norme statali e provinciali in merito agli appalti già in vigore.
12.02.2010 - Area Michelin: i privati partecipino alla spesa...
Ogni tanto il Consigliere Provinciale di Italia dei Valori Bruno Firmani soffre di nostalgia e non disdegna di occuparsi dei problemi della città, come faceva nella passata consiliatura al comune di Trento, quando era membro di minoranza consiliare al governo del capoluogo.
Il tema riguarda l’area Michelin, in merito alla quale abbiamo appreso i giorni scorsi, che è stato dato il via libera della commissione urbanistica ad aumenti delle altezze dei palazzi di vetro, Itas e Isa, per circa 4,5 metri.
“Ricordo che in fase di illustrazione del progetto vi fu una proposta del consigliere comunale Antonio Corradello, che condividevo – asserisce Firmani – nonostante provenisse da un partito a noi avverso. Corradello sosteneva il principio che i beneficiari della speculazione sull’area Michelin partecipassero alle spese per il tunnel di via S. Severino e a tutti i collegamenti e le parti comuni del complesso con il centro città. Si tratta di una cosa sensata, che va nella direzione della ragionevolezza. Non si può pensare che chi ha avuto le concessioni in quell’area, con i prezzi che girano debba solo speculare. Le risorse del comune di Trento, come di tutti comuni italiani subiscono una contrazione notevole, anche per colpa della crisi economica e quindi è giusto che i privati si facciano carico, per una piccola parte, anche delle strutture accessorie al complesso residenziale.
Questa concezione di una città con qualche orpello strutturale in meno e con più servizi ai cittadini è una mia battaglia storica, che vorrei continuare a portare avanti anche da consigliere provinciale. Il principio rimane sempre quello che una comunità più evoluta non è quella che ha più campi di calcio, più centri polifunzionali, o marciapiedi sempre nuovi, ma è quella che può garantire asili nido quasi gratuiti, e servizi eccellenti a costi bassissimi a famiglie, anziani e portatori di handicap. Tanto è vero che, dato che la popolazione invecchia progressivamente, ci ritroviamo ancora qui a ipotizzare un fondo per la non autosufficienza.
02.02.2010 - Barriere architettoniche: la storia infinita
Nella primavera del 2009 il ragazzi di “Trento Attiva” sensibilizzarono la cittadinanza trentina in merito al problema delle barriere architettoniche. Furono invitati i rappresentanti dei partiti sia a livello comunale che a livello provinciale. Il consigliere provinciale IDV Bruno Firmani aderì all’iniziativa, insieme ad un consigliere del PD eletto nel Comune di Trento. Vennero distribuite un paio di carrozzine utilizzate dai portatori di handicap e i ragazzi fecero una dimostrazione pratica, per far comprendere a quali e quante difficoltà e mortificazioni morali vanno incontro coloro che sono costretti a muoversi in carrozzina.
Furono circa cinquanta gli esercizi segnali con accesso disagevole, o addirittura precluso, di questi una decina erano stati ristrutturati di recente. I giornali ne riferirono, tutti quanti presero nota, pare che esista anche una mozione del Consigliere Comunale del PD di Trento, che dovrebbe essere discussa a breve, ma che fino ad ora non ha ancora visto la luce.
Di fatto però il problema esiste su tutto il territorio provinciale, infatti andando a verificare il dispositivo della legge n° 1 del 7 gennaio 1991 sulle barriere architettoniche, si scopre che lo stesso demanda ad un apposito Ufficio Provinciale la gestione delle attività necessarie per la rimozione delle barriere architettoniche, sia dagli edifici pubblici che dagli edifici e spazi privati aperti la pubblico. Sulla base della prescrizione di questi uffici il Sindaco procede poi al rilascio della licenza edilizia. Come ha evidenziato la passeggiate in centro storico a Trento la scorsa primavera, però queste prescrizioni cadono sotto la mannaia di un articolo della stessa legge che consente di andare in deroga in presenza di lavori strutturali di grande rilevanza.
Morale della favola all’adeguamento degli esercizi pubblici non si provvede mai, per questo il Consigliere Firmani, chiede all’Assessore competente, in un’interrogazione a risposta immediata, di conoscere quali siano le ragioni ostative alla piena applicazione della L.P. n°1 del 1991 e come intende ovviare a tale grave situazione.
26.01.2010 - Un solo numero di pronto intervento senza se e senza ma
“Se un cittadino telefona al 113 chiedendo aiuto, di qualsiasi aiuto si tratti, non è possibile che per tutta risposta ottenga l’indicazione di rivolgersi a un altro numero. Questo è accaduto alla signora che dal suo balcone assisteva impotente all’aggressione per rapina e tentata violenza sessuale della ragazza, l’altra notte in via Muradei. Le giustificazioni postume, che riportano la registrazione della richiesta di aiuto non hanno valore alcuno. – Dichiara Bruno Firmani Consigliere Provinciale di italia dei Valori.- Il numero al quale rivolgersi in caso di richiesta d’aiuto deve essere uno solo e chi si trova dall’altra parte del ricevitore deve usare tutta la sua professionalità, il senso di responsabilità e l’accortezza del caso, nel verificare esattamente di che cosa si tratta, nel più breve tempo possibile, mentre una pattuglia deve uscire immediatamente. Non importa se poi si è trattato di un falso allarme, in questo caso l’allarme della signora che dal balcone intravedeva la scena non era affatto falso e si è rischiato di perdere minuti preziosi.
In questa città – asserisce ancora il Consigliere IdV – siamo talmente abituati alla tranquillità ed a qualche isolato episodio di schiamazzi, che tendiamo forse a sottovalutare, o a minimizzare e questo può diventare molto pericoloso.
Trento è da sempre una città tranquilla, ma come si sta espandendo nelle metropoli il fenomeno della violenza sulle donne, arriverà anche qui, anche se con incidenza minore. Sta nel pronto intervento cittadino scoraggiare altri episodi. Chi solito chi mette in atto queste violenze conosce i luoghi che più o meno si prestano a un minore controllo e una scarsa illuminazione e può essere che calcoli eventuali tempistiche di intervento. Bisogna attuare ogni possibile iniziativa per scoraggiarle sul nascere”.
25.01.2010 - A Trento 30 gennaio 2010 giornata in difesa della Costituzione
Sabato 30 gennaio il Gruppo Consiliare Provinciale di Italia dei Valori parteciperà al sit in dell’Onda Viola di Trento in difesa della Costituzione, davanti al Palazzo del Governo in via S. Croce ed al contempo allestirà un gazebo dalle 14.30 alle 19.00, in via Manci - agolo via Oss Mazzurana, per la distribuzione delle agende Rosse con una celebre frase di Paolo Borsellino stampata sul frontespizio e la prima parte della Costituzione Italiana allegata all’interno dell’agenda.
25.01.2010 - Bando di con concorso per dirigente scolastico..
Con un’articolata ed approfondita interrogazione il Consigliere Provinciale Bruno Firmani approfondisce la questione sull’ammissibilità dei docenti di religione al concorso per dirigente scolastico, sollevata da Vincenzo Bonmassar nei giorni scorsi, analizzando sia la legislazione che la giurisprudenza in materia.
Secondo Firmani, già ad una prima lettura acritica delle fonti normative, si può dedurre che lo status del docente di religione è differente da quello dell’insegnante ordinario.
La giurisprudenza amministrativa del Consiglio di Stato (ex multis: C.d.S. n. 4447/2004; C.d.S. n. 5153/2001; C.d.S. n. 530/2001; C.d.S. n. 756/1994) costantemente ha evidenziato la peculiarità dello status del docente di religione in rapporto ai differenziati profili di abilitazione professionale richiesti, alle distinte modalità di nomina e di accesso ai compiti didattici, nonché alla specificità dell’oggetto di insegnamento, che non consentono l’omologazione agli insegnanti in posizione ordinaria.
Viene evidenziato dalla giurisprudenza come l’attività di insegnante di religione cattolica, nei suoi obiettivi di apprendimento dei principi della dottrina della Chiesa Cattolica, ha un oggetto specifico, del tutto distinto dalle materie e dai programmi scolastici della scuola primaria.
I docenti di religione non possano essere parificati ai docenti ordinari in ragione della diversa qualifica, del differente titolo di studio, delle diverse modalità di assunzione e selezione, nonchè della dissimile risoluzione del rapporto di lavoro.
Il parificare i due servizi, come sembra implicitamente fare il bando di concorso e, parimenti, l’art. 100 della legge provinciale n. 5/2006 (non essendoci un’espressa esclusione dei docenti di religione), è un’operazione che potrebbe presentare dei vizi di legittimità e di conseguenza può prestare facilmente il fianco a possibili ricorsi amministrativi.
Si chiede pertanto alla Giunta Provinciale se abbia affrontato le problematiche e i rilievi critici sollevati nell’interrogazione di Italia dei Valori, se sì , come siano stati risolti i punti di criticità. Non sarebbe il caso, per puro scrupolo, di riformulare il concorso onde prevenire ricorsi amministrativi per illegittimità contro la Provincia?
25.01.2010 - Un interrogazione del consigliere provinciale IDV Bruno Firmani
“Della riforma provinciale sulla scuola, si è dibattuto molto in questi giorni e questa sollevazione di massa poteva essere evitata, con un paziente ed sistematico confronto preventivo a tutti i livelli. “ Questa in sostanza la posizione del Consigliere provinciale IDV Bruno Firmani.
“Prima di entrare nel merito dei suggerimenti, s’impone una imprescindibile premessa.
Ad avviso dello scrivente, senza voler sminuire il ruolo e le competenze della Giunta, sarebbe stato preferibile illustrare e condividere l’assetto normativo quando era in fieri, gradualmente, attraverso diversi passaggi, suddividendolo in vari steps.
Sarebbe stato opportuno, cioe’, presentare dapprima lo scheletro e poi la cornice della riforma, accogliendo gli eventuali suggerimenti anche delle categorie interessate e del Consiglio provinciale per poi passare per gradi, attraverso fasi successive a tratteggiare all’interno della predetta cornice i contenuti della riforma, offrendo costante aggiornamento sullo svolgimento dei lavori.
I Consiglieri, invece, hanno avuto conoscenza della riforma solo nella fase finale, e si sono visti recapitare un prodotto ormai completo e definitivo.
Lo spirito di collaborazione e di condivisione, nonché il recepimento degli opportuni suggerimenti, avrebbe giovato senz’altro all’intero impianto normativo.
In quest’ottica occorre recuperare e rafforzare il dialogo tra Giunta e Consiglio provinciale, pertanto mi auguro che in futuro venga modificato il metodo di lavoro sinora adottato, che non permette ai Consiglieri di formulare proposte e modifiche, con evidente imbarazzo anche da parte di chi ha effettuato sul campo precedenti esperienze di lavoro nel mondo della scuola e di quel mondo si sente in qualche modo ancora interprete. Detto questo entriamo nel merito.
1. Educazione fisica durante l’ultimo anno degli istituti superiori
Il progetto di riforma della scuola in questione, prevede l’irragionevole soppressione dell’insegnamento obbligatorio dell’educazione fisica dai corsi del quinto anno degli istituti di secondo grado.
Occorre rammentare che l’attività sportiva riveste un ruolo fondamentale per la salute dei ragazzi: come è noto moltissime sono le ricadute positive sulla crescita, sullo sviluppo fisico, sulla crescita delle qualità fisiche e coordinative, sulla prevenzione di varie malattie nonché sull’aspetto psicologico dei ragazzi.
Molti ragazzi purtroppo non praticano sport, l’unica occasione per svolgere attività sportiva è costituita dalla lezione di educazione fisica.
Non si comprende come si debba privare l’ultimo anno degli istituti superiori della lezione di educazione fisica. Qual è la ratio sottesa a tale decisione?
2. Scuole professionali
Non pare affatto felice la scelta di cancellare gli istituti professionali trasformandoli in istituti tecnici. Molti studenti, che si iscriverebbero ai tradizionali istituti professionali, per svariate ragioni non sarebbero idonei, o attratti dal frequentare i corsi degli istituti tecnici.
Meglio sarebbe trasformare tutti gli istituti professionali della provincia in centri di formazione professionale, con la conservazione degli indirizzi già esistenti, chiamandoli più semplicemente istituti professionali e non centri di formazione professionale.
Ne deriva che, dal punto di vista sostanziale, la natura dei corsi e degli indirizzi sarà quella propria dei centri di formazione professionale, invece, formalmente verranno chiamate istituti professionali.
3. Differenziazione del biennio tra istituti tecnici e licei ed introduzione del latino
Occorre differenziare il biennio tra i licei e gli istituti tecnici, introducendo il latino nel biennio dei licei. L’insegnamento della lingua latina è da sempre il corso che contrassegna i vari licei. Il non prevederla nel biennio rappresenta un’evidente distorsione della preparazione liceale, una distonia troppo acuta con l’assetto scolastico tradizionale.
Ovviamente il biennio previsto per i licei deve avere i medesimi corsi curriculari in tutti i licei della Provincia, non devono esservi differenze tra un liceo di Trento, ad esempio, ed uno di Cles.
Parimenti deve dirsi per ogni altro istituto di secondo grado, in modo da non ostacolare il trasferimento da una scuola ad un’altra presente sul territorio provinciale, avente il medesimo indirizzo.
4. Orientamento dell’ultimo anno delle superiori alle facoltà universitarie
Orientare i corsi dell’ultimo anno degli istituti di secondo grado ai corsi universitari che vorrebbe frequentare lo studente presenta delle problematiche, la più evidente è quella di carattere organizzativo, occorrerà dividere le classi? Alcuni alunni seguiranno determinati corsi perché vorranno iscriversi ad ingegneria, altri discenti della stessa classe frequenteranno delle diverse lezioni perché avranno l’obiettivo di immatricolarsi a giurisprudenza, parimenti si può dire per chi vorrà iscriversi a scienze motorie, o ad astrofisica (chissà quali corsi verranno approntati per colui che è intenzionato a frequentare il Dams o l’Accademia delle belle arti).
Vi è poi un altro aspetto che è stato sottovalutato, se non completamente ignorato.
Le statistiche ci indicano che un numero considerevole di studenti, la maggior parte, durante l’ultimo anno di scuola non sa ancora in quale indirizzo universitario si iscriverà.
Le scelte solitamente maturano l’estate dopo l’esame di maturità, se non addirittura in limine alla scadenza fissata per l’immatricolazione all’università.
E’ da considerare, infine, la possibilita’ del mancato superamento delle prove di selezione, per i corsi di laurea a numero chiuso, eventualita’ che potrebbe costringere un giovane a cambiare il corso di laurea di iscrizione e con esso le sue aspettative di vita”.
12.01.2010 - Comprare le case ITEA dai costruttori si può...
\"Acquistare le case ITEA dai costruttori privati, invece che costruirle ex novo, potrebbe anche essere una strada percorribile , visto e considerato che il mercato immobiliare è fermo e che esiste un surplus di invenduto - sostiene il consigliere provinciale IDV Bruno Firmani - Ciò che però va assolutamente evitato è, in primo luogo, che questa scelta inneschi un meccanismo speculativo. Ad un aumento della domanda infatti corrisponde sempre un aumento dei prezzi, soprattutto nei sobborghi, dove i prezzi sono più bassi e dove tendenzialmente si individuano le aree per l’edilizia abitativa, secondariamente va evitata una regalia ingiustificata ai costruttori.
Come evitare questo duplice rischio? Una soluzione potrebbe essere quella che gli stessi costruttori applicassero uno sconto a ITEA, quantificabile tra il 20 e il 30% del valore di mercato. La scelta di rivolgersi al privato in questo modo avrebbe l’effetto di calmierare i prezzi ed a lungo termine questa scelta potrebbe premiare gli stessi immobiliaristi, perché a fronte di prezzi più vantaggiosi potrebbe ripartire la domanda sull’invenduto in città.
Un secondo effetto calmiere potrebbe riguardare il rendere pubblici i prezzi di acquisto degli immobili ITEA, intervento per intervento, in modo da dare al mercato segnali precisi ed in tempo reale.
Altro aspetto non secondario - prosegue - sarebbe quello di invogliare a vendere il singolo proprietario che magari possiede un vecchio appartamento da ristrutturare, dove il prezzo di acquisto per ITEA potrebbe essere particolarmente vantaggioso e la ristrutturazione meno onerosa di quella che solitamente affronta il privato, anche in presenza del contributo provinciale ed in questo modo si opererebbe una distribuzione più equilibrata delle famiglie destinatarie dell’intervento.
Anche il professor Cerea i giorni scorsi ha accennato al fatto di puntare di più sull’erogazione di servizi quali l’amministrazione e la gestione da parte dei privati, piuttosto che sulla speculazione pura e semplice, una visuale che una società evoluta ed attenta deve poter considerare, in quanto la crescita economica e quindi anche immobiliare, non avrà più i ritmi della situazione ante crisi.
Anche nell’immobiliare, come in quasi tutti i comparti produttivi, occorrerà rimodulare le prospettive alla luce di una nuova, imprescindibile e soprattutto instabile situazione economica\"
08.01.2010 - Le richieste farneticanti della Lega
“La proposta di stampo razzista della Lega Nord di licenziare la ditta incaricata delle pulizie negli uffici dei Gruppi Consiliari, perché utilizza lavoratori di fede islamica, è talmente fuori da qualsiasi criterio di oggettività e di buon senso che non merita nemmeno di essere presa in considerazione - dichiara Bruno Firmani consigliere Provinciale di Italia dei Valori. - Pensare che i lavoratori delle imprese di pulizie, per quel che so prevalentemente donne, quasi praticamente ignare di che cosa si faccia nei nostri uffici, possano in qualche modo spiare, o intrufolarsi nei documenti dei Gruppi Consiliari , mi pare davvero fuori dalla realtà.
Qualcuno magari si sarà appoggiato su un divanetto per riposarsi, oppure potrà essere capitato, in qualche occasione, che non vi sia stata la massima cura nello spolverare, ma da questo a ipotizzare attività di spionaggio , o addirittura sabotaggio di “dati sensibili” nei nostri uffici, mi pare davvero un’enormità.
Quel che invece emerge chiaro è come, sempre più spesso la Lega, contrabbandi un po’ di visibilità con posizioni che vanno ben oltre la demagogia, per sconfinare nella più totale mancanza di rispetto per la dignità delle persone, del loro lavoro, delle necessità del mercato e dell’imprenditoria.
La mia personale opinione è che ormai però a forza di abbaiare alla luna non incantino più nemmeno i loro elettori , i commenti dei cittadini a riguardo sono sempre gli stessi: “pura propaganda”, punto e basta.
E siccome alla fine in Italia siamo sempre in campagna elettorale, per i leghisti è sempre tempo di spararle grosse, insomma sono sempre in ricreazione”.
06.01.2010 - La Costituzione Italiana per difenderla bisogna conoscerla
Sono in molti a stracciarsi le vesti ogni volta che la maggioranza di governo del centro destra italiano tenta di mettere mano alla Costituzione, per stravolgerla modificarla, a proprio uso e consumo, oppure semplicemente a disconoscerla, calpestando spesso i principi fondanti della Repubblica Italiana.
Ma molti di più sono coloro che parlano di Costituzione Italiana senza di fatto conoscerla, almeno nei principi fondamentali, gli stessi principi che da oltre da sessant\' anni regolano l’ordinamento del nostro Stato e che a giudizio di molti giuristi internazionali rappresentano uno dei migliori esercizi di applicazione della democrazia mai scritti in ogni tempo.
“Il gruppo Consiliare di italia dei Valori del Trentino è andato oltre la difesa verbale – dichiara Bruno Firmani consigliere provinciale IDV – Abbiamo voluto contribuire alla concreta diffusione della Carta Costituzionale, inserendola nella nostra strenna natalizia. Un‘agenda rossa che sul frontespizio reca una delle più famose frasi di Paolo Borsellino, mentre all’interno sono inseriti i 139 articoli suddivisi tra PRINCIPI FONDAMENTALI, PARTE PRIMA E PARTE SECONDA, suddivise nei rispettivi sei titoli.
Abbiamo a disposizione un certo numero di AGENDE ROSSE che omaggeremo, fino ad esaurimento, a coloro che insieme ad uno strumento di lavoro utile, vorranno avere sempre accanto i principi che hanno fatto dello Stato Italiano un grande paese democratico, unito al ricordo di chi ha dato la vita perché continuasse a rimanere tale. Per prenotare l’agenda basterà rivolgersi alla segreteria del Gruppo Consiliare di Italia dei Valori 0461.22733 ”.
05.01.2010 - COMUNICATO STAMPA
I disagi patiti in questi giorni a Trento dagli utenti delle Ferrovie Italiane rischiano, in certi periodi, di diventare cronici, se abbandonati alla deliberata cecità delle Ferrovie italiane ed alla proverbiale lentezza del Trentino a recepire l’importanza del problema.
In una Provincia Autonoma a vocazione turistica, con un bilancio invidiabile non è pensabile assistere situazioni come quelle registrate i giorni scorsi. Studenti che devono raggiungere le proprie destinazioni di studio o di lavoro, famiglie con bambini piccoli dirette a far visita ai parenti, lavoratori stagionali e turisti, la moltitudine di viaggiatori segnala che Trento non può più essere considerata un “paesone”, come era in passato.
Allora nell’attesa che le Ferrovie dello Stato maturino un concetto adeguato di servizio pubblico e che al contempo si raggiunga l\'intesa tra Provincia e Trenitalia su quanto costa ai trentini avere un collegamento rispondente alle esigenze di mobilità del terzo millennio con Roma - Bologna – Firenze e con quello Verona –Milano, qualcosa bisogna fare, perché l’immagine, anche turistica del Trentino, non finisca per appannarsi irrimediabilmente.
Il Consigliere Provinciale di Italia dei Valori Bruno Firmani invita al Giunta Provinciale a valutare l’ipotesi di istituire delle autolinee di supporto al disservizio ferroviario che nei periodi di punta, peraltro assolutamente prevedibili, come l’week end e le festività con ponti e lunghi e corti, venga attivato un servizio di autocorriere, che vadano a sopperire temporaneamente alle carenze di Trenitalia. Collegamenti con centri quali Verona, Bologna e Milano, con fermate anche negli aeroporti, sono indispensabili ed oltretutto avrebbero prezzi per l’utenza decisamente più abordabili delle stesse ferrovie italiane e di quelli proposti dalle ferrovie germaniche , che per quanto efficienti e pulitissime, non sono alla portata di tutti.
Molte città hanno attivato un ventaglio molto ampio di offerte in tal senso e nella consapevolezza che l’utilizzo del trasporto su rotaia sarebbe decisamente preferibile rispetto al trasporto su gomma, bisogna avere il coraggio di ammettere che l‘emergenza è emergenza e che deve rimanere tale, senza trasformarsi nella regola e quindi a tale servizio ausiliario, andrebbe data anche un’adeguata diffusione e promozione sui mezzi d’informazione ed anche all’interno delle stesse stazioni FFSS.
18.12.2009 - Precisazioni sull’intervento di Bruno Firmani
Relativamente al comunicato stampa inviato ieri che illustra il testo dell’interrogazione del consigliere Bruno Firmani, in merito alla dismissione da parte di TTE del servizio noleggio, vorremmo precisare che l’interrogazione è stata presentata il 2 dicembre, in tempo utile dunque per suggerire a Trentino Trasporti Esercizio un ripensamento sull’opportunità della decisione, in quanto i noleggiatori privati non sarebbero stati ancora pronti a supportare adeguatamente tutta l’offerta che l’azienda provinciale assicurava.
Il comunicato è stato diffuso soltanto il giorno 17 dicembre per non condizionare la trattativa in corso e non irrigidire le posizioni con una eccessiva enfatizzazione ed un ingresso a gamba tesa di Italia dei Valori, in ottemperanza a quel rispetto degli equilibri nei confronti dei partner di maggioranza che caratterizza la politica di IDV in al Consiglio Provinciale.
“ Visto come di fatto sono andare le cose, se il nostro intervento è stato, anche solo in parte, utile a contribuire ad un ripensamento dell’Assessorato ai Trasporti – dichiara Bruno Firmani – ne siamo felici. Il nostro interesse non era rivolto ad accaparrarci la paternità politica dell’atto, quanto piuttosto al buon esito della trattativa, alle sorti dei lavoratori di TTE in primis e secondariamente ai cittadini che si sarebbero trovati a non disporre più di un servizio di trasporto adeguato per categorie di cittadini particolarmente disagiate, come i portatori di handicap”.
17.12.2009 - Scelte poco chiare ed anti economiche a Trentino Trasporti Esercizio
In casa Trentino Trasporti Esercizio c’è inquietudine e dissenso relativamente alle scelte imposte dall’assessorato. Accade infatti che Trentino Trasporti Esercizio, una delle due società nate dalla scissione dell’azienda di trasporto pubblico trentina, dismette al servizio di noleggio da rimessa. Si dice sempre che il “pubblico” in Trentino è invadente e che deve fare un passo indietro e lasciare spazio ai privati e forse la decisione adottata andava in questa direzione, ma vi sono risvolti niente affatto banali relativamente a questa decisione, che meritano attenzione e sui quali Italia dei Valori chiede risposte chiare ed esaustive.
La prima questione riguarda l’occupazione, sono infatti 42 i mezzi che venivano stabilmente impiegati con il noleggio il quale andava a supportare associazioni, agenzie di viaggio, società sportive, istituti scolastici e semplici cittadini. A seguito della decisione dell’Assessorato ai Trasporti, tutti gli autisti che erano destinati al noleggi, sono stati integrati nel servizio di trasporto pubblico, bloccando in questo modo il tourn over, sempre utile ad incrementare l’occupazione in un momento di crisi. Il secondo aspetto riguarda il bilancio che risentirà di circa 700- 800 mila euro di mancati introiti. Mal di là di questi dati TTE riceve moltissime lettere di protesta da parte di enti e soprattutto di associazioni che organizzano viaggi dedicati ai disabili.
I mezzi di TTE infatti sono gli unici in Provincia ad essere dotati di lettini speciali per il trasporto di portatori di hadicap, pertanto pare sia stato di fatto eliminato un servizio utile alla comunità, senza verificare che l’offerta dei privati potesse garantire la presenza di mezzi dedicati a questo compito.
Sembra che, paradossalmente perfino il CTA (Consorzio Trentino Autonoleggio) non sia entusiasta di questa dismissione, in quanto TTE svolgeva comunque un ruolo di calmiere sui prezzi, senza il quale il rischio di infiltrazioni di imprese lombarde o venete, attirate dal vuoto di offerta creato e dalla conseguente possibilità di far schizzare in alto i prezzi, rappresenterebbe per le ditte private trentine ,un rischio considerevole.
Altro aspetto riguarda la pubblicità a costo zero che i mezzi circolanti della Provincia Autonoma di Trento hanno veicolato per tutta Europa, che nessuno è in grado di monetizzare ma che certamente, in una Provincia a vocazione turistica come il Trentino hanno portato grandi vantaggi.
Perché questa decisione chiede Firmani in una interrogazione ? Siamo certi non si sia voluto avvantaggiare qualcuno? Esiste un’offerta privata altrettanto adeguata al mercato da coprire tutte le richieste e da scongiurare rischi di penetrazioni ad opera di ditte extra provinciali, arrecando un doppio danno economico per la comunità: quello patito dalla Provincia, per la perdita degli introiti del servizio noleggio e quello a carico dei privati a causa della perdita di fette di mercato?
Ma se, come si dice i guai non vengono mai da soli, c’è un\'altra questione che si dibatte a TTE, stiamo parlando del M.I.T.T. (Mobilità integrata dei trasporti del Trentino) sulla quale il consigliere bruno Firmani propone una seconda interrogazione alla Giunta Provinciale. Si tratta di un sistema innovativo di bigliettazione elettronica, costato un pozzo di quattrini, basato sulla smart card, che dovrebbe ottimizzare l’informatizzazione dei titoli di viaggio e rilevamento dati (anomalie, ritardi, anticipi, afflusso utenti, interscambio con l’autista) e favorire l’intermodalità, intesa come interscambio gomma privata – gomma pubblica - ferrovia. Sembrava avere potenzialità strabilianti, di fatto non funziona, non è attendibile nel computo dei flussi, le paline intelligenti che dovevano essere collegate al sistema non sono ancora state installate. E non si comprende nemmeno per quale motivo siano state scartate altre soluzioni, gìà felicemente funzionanti in altre città, con costi decisamente inferiori al M.I.T.T.
17.12.2009 - Introduzione di economia e diritto negli ist. scolastici di 2° grado
Approvato l’emendamento alla finanziaria proposto da Italia dei Valori, a firma del consigliere provinciale Bruno Firmani dove si impegna la Giunta Provinciale ad inserire in tutti i piani di studio degli istituti scolastici di secondo grado l’insegnamento del diritto e dell’economia ad opera di laureati in giurisprudenza ed in economia, nonché per specifiche lezioni di magistrati, avvocati e commercialisti.
“I nostri ragazzi escono dalla scuola superiore – argomenta Firmani in aula - soprattutto dai licei e nemmeno sanno che cosa sia un bonifico, una cambiale, una ricevuta bancaria, un contratto d’affitto e non sanno orientarsi rendersi autonomi. Ed allo stesso modo non posseggono nemmeno le più rudimentali nozioni di come la nostra Costituzione regola il reciproco riconoscimento dei diritti e doveri a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente”. Il testo dell\'emendamento fa riferimento appunto alla possibilità di consolidare negli studenti una maggiore capacità di auto controllo dei freni inibitori e una maggiore capacità di sviluppare un giudizio di autoresponsabilità , tentando di arginare i frequenti episodi di bullismo e di violenza.
Apprezzamento della proposta di Firmani da parte del Presidente Lorenzo Dellai, che suggerisce una postilla al dispositivo dove si precisa che “Il Consiglio impegna la Giunta a ad approfondire con gli istituti scolastici i seguenti obiettivi……. “. Un atto dovuto, a quanto afferma il Presidente della Provincia, in considerazione del dibattito in corso in materia scolastica, a salvaguardia dell’indipendenza degli Istituti, che dovranno valutare autonomamente le modalità di introduzione della proposta.
16.12.2009 - Inceneritore Ischia Podetti, De Magistris: “COSTRUZIONE VA FERMATA”
“La costruzione dell'impianto di incenerimento va fermata e vanno praticate soluzioni che non abbiano un impatto ambientale negativo e non frenino la scelta responsabile e sostenibile dei cittadini che si impegnano a differenziare i propri rifiuti”. Lo scrive sul suo blog Luigi de Magistris, europarlamentare dell’Italia dei Valori, in riferimento all’inceneritore di Ischia Podetti (Trento), il cui bando per la realizzazione è atteso tra pochi giorni. De magistris punta l’indice contro l'incompatibilità tra incenerimento e raccolta differenziata, evidenzia i gravi rischi per la salute e l'ambiente che il primo comporta, mentre sostiene la necessità di incentivare la differenziazione e la ricerca di sistemi di gestione dei rifiuti eco-sostenibili. “Serve – scrive sempre l’ex pm- una strada che valorizzi i comportamenti virtuosi e dia concretezza all'inalienabile principio della salvaguardia dell'ambiente, e l'inceneritore non è su questa strada”.
09.12.2009 - Centrale del Croz: nessuna notizia sullo stato dei lavori
All’inizio del 2009 la E.Va Energie Valsabbia di Brescia aveva presentato al Servizio opere idrauliche della Provincia il progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica, dalla potenza di 1.350 MegaWatt, scavata nel Monte Baldo.
I lavori di costruzione prevedono cinque anni di scavi, per un costo complessivo di un miliardo di euro e comporterebbero milioni di metri cubi di scavi, tra cui 16 km di gallerie per 11 metri di diametro, equivalenti a 1,51 milioni di metri cubi di roccia, a cui verrebbero sommati altri 1,50 milioni di metri cubi di scavi per la costruzione di cuniculi.
E’ di evidente che gli enormi sbancamenti previsti dal progetto, andrebbero ad intaccare le molte sorgenti presenti nella zona e che il pompaggio dell’acqua da parte della centrale potrebbe, danneggiare l’intero sistema della biocenosi del Lago di Garda.
Senza contare i danni causati dall’andirivieni di camion per il materiale di risulta: il progetto originario parla di 16 camion al giorno, in partenza da Tempesta arrivo alla discarica della Mala.
I danni ambientali potrebbero ripercuotersi con effetti deflagranti sul turismo dell’intera zona e di conseguenza sull’economia trentina, pertanto la valutazione tra vantaggi economici ricavabili e possibili danni derivanti dalla realizzazione dell’impianto , deve essere resa pubblica.
Al momento non si ha alcuna notizia dello stato in cui versano i lavori di progettazione della centrale, pertanto il consigliere provinciale di Italia dei Valori Bruno Firmani chiede alla Giunta di conoscere quale sia l’attuale stato dei lavori dell’opera in questione.
11.05.2009 - Fermiamo il voto di scambio
La nostra alleanza con il centro sinistra parte da presupposti ben precisi, il nostro spot elettorale per le elezioni provinciali dell’autunno 2008, diceva che noi volevamo entrare in maggioranza «per cambiare, cambiare i rapporti di forza, cambiare le persone, cambiare il modo di fare politica».
Non era soltanto uno spot, questo di fatto stiamo cercando di fare. Più volte abbiamo preso posizione su questioni poco chiare: il Consorzio Sofie, la vendita di Villa Tempesta, il biodigestore, il provvedimento sulle ristrutturazioni, che abbiamo votato per dare una risposta immediata alla crisi, ma del quale ci siamo accorti successivamente che era eccessivamente sbilanciato verso le categorie più ricche e abbiamo lanciato l’allarme.
Insomma la guardia deve essere sempre alta, ma senza prescindere dal confronto aperto con le altre forze di maggioranza e dal senso di responsabilità di chi è stato chiamato a governare.
Buttando però uno sguardo al passato con la pubblicazione degli interrogatori di Fabrizio Collini, che accende i riflettori sullo spaccato di un sistema degli ultimi decenni, devo constatare che avevamo ragione, una svolta si imponeva. Oggi ci vuole una compostezza diversa nel rapporto tra imprenditoria e istituzioni e ci vuole da entrambe le parti. Peraltro io credo che dall’inchiesta Giano Bifronte sia filtrata una lezione importante per la politica, anche se non ancora pienamente ed efficacemente rielaborata.
Ma chi deve fare il primo passo? È il cittadino che deve smettere di tirare la giacchetta ai politici? Oppure è chi governa che deve saper dire dei no e far capire a chi chiede favori che il bene comune porterà vantaggi per tutti, mentre il bene di un singolo creerà disparità nei confronti di altri? Ed ancora: la politica costruita sul consenso clientelare come si combatte?
Occorre una rivoluzione culturale, su questo non c’è ombra di dubbio, nella quale devono credere per primi i politici educando l’elettorato ad una visuale di lungo periodo. La buona politica, che porta avanti un intera comunità, non ha soluzioni immediate, in quanto si incardina su un progetto complessivo. Bisogna rompere con la concezione che «il fine giustifica i mezzi», uscire dalle secche del sottogoverno. Peraltro posso capire che i confini di un comportamento irreprensibile, possano anche essere labili, in un territorio di piccole dimensioni, che opera in regime di Autonomia amministrativa, dove le conoscenze ed i rapporti interpersonali sono stretti. Ma il segnale del cambiamento va dato, anche a costo di apparire eccessivamente rigidi. Naturalmente per fare questo ci vuole un patto sociale molto chiaro, che deve avere radici fondanti nella fiducia reciproca: «Io voto quella persona perché mi fido della sua onestà, perché farà il bene di tutti e quindi anche il mio». Oggi il discorso è inverso «Io voto quella persona perché ne avrò un vantaggio personale, mio, del mio gruppo familiare, parentale, o del mio entourage, della mia squadra , della mia associazione».
Questo concetto va abbandonato, in primis dai partiti, che devono candidare le persone non per il loro grande bacino di voti, ma per il loro grande spessore etico e morale. Altrimenti potremo mettere tutti i paletti che vogliamo per arginare il sottogoverno ed il conflitto di interessi, ad esempio potremmo chiedere la rotazione dei dirigenti provinciali (non più di 4 anni nello stesso servizio) e lo chiederemo.
Oppure il dirigente che scrive una norma non ne potrà usufruire personalmente ed anche questo proporremo. Potremo anche tentare di cambiare la normativa sugli appalti, ma alla fine una scappatoia per aggirare la norma , si troverà sempre. Se non riusciremo a recuperare la sacralità dei principi liberali che partono dall’etica, dall’abolizione rigorosa dei conflitti di interesse, dalla distanza nei confronti delle lobby di potere, e noi per primi come politici, non inizieremo a sgomberare il campo dagli scheletri negli armadi, il sistema replicherà sempre stesso e si perpetuerà all’infinito.
Bruno Firmani
È consigliere Provinciale di Italia dei Valori
11.05.2009 - Escluso il progetto "casa Sofie" dall'appalto in l'Abruzzo
Dopo la figuraccia fatta in Abruzzo con casa Sofie, dove i dirigenti del consorzio Sofie non sono nemmeno riusciti ad entrare nel novero delle ditte ammesse all’appalto, ora si corre malamente ai ripari. E’ notizia delle stampa locale di ieri, della convocazione di un fantomatico convegno, nel quale si annuncia che casa Sofie diventerà Casa Legno Trentino e poi altre cose ancora e che l’anno prossimo l’adeguamento al protocollo americano sarà completato. A dilà del convegno, il quale ha tutta l’aria di una di quelle iniziative fatte al solo scopo di far parlare la stampa, insomma una toppa peggio del buco, su tutto quanto il progetto Casa Sofie e su come è stato condotto, Italia dei Valori vuole vederci chiaro. “ Siamo dell’opinione – dichiara il Consigliere Provinciale Bruno Firmani che in questa vicenda ci si sia mossi con molta superficialità, abbiamo assistito alla solita storia : progetti eccellenti affidati a persone inadeguate”.
Pertanto IDV in un interrogazione chiede alla Giunta ed agli assessori competenti( per quanto possano risponderne gli assossori della XVI legislatura in carica da soli 6 mesi) di fare chiarezza sui seguenti argomenti:
1) Come mai non ci si è accorti all’incompatibilità della certificazione Pcef con il progetto di Casa Sofie e con il protocollo Leed, in tutti questi anni di progetti e studi?
2) Quali provvedimenti idonei sarà opportuno prendere in considerazione per far fronte al problema di cui al punto 1?
3) Qualora sia possibile quantificarle, a quanto ammontano le perdite economiche per l’incompatibilità di cui al punto 1?
4) Quanto tempo si prevede che sia necessario per ottenere la nuova certificazione?
5) Come è stato possibile commettere il grave errore di non presentare la certificazione antimafia per il famoso appalto in Abruzzo?
6) Se non sia opportuno modificare la amministrazione e la vigilanza delle società partecipate per rendere più efficienti tali società.
Entrando nel merito
Andando nel dettaglio il professor Firmani ricostruisce la vicenda motivando, per chiarezza, i dubbi e le perplessità che hanno portato a formulare l’interrogazione.
“Andiamo dunque con ordine, la Provincia su proposta dell’IVALSA (Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree) di San Michele all’Adige e del C.N.R. ha finanziato e sostenuto il famoso Progetto Sofie (Sistema Costruttivo Casa Fiemme), una ricerca volta a definire le prestazioni e le potenzialità di un sistema per la costruzione a più piani, realizzato con struttura portante di legno trentino di qualità certificata.
Oltre alla ricerca, l’altra finalità del Progetto Sofie consiste nell’incrementare notevolmente l’impiego del legno trentino come materiale strutturale nel mercato dell’edilizia valorizzando una risorsa locale rinnovabile: il legno munito di certificazione di garanzia proveniente dai boschi trentini per la gestione sostenibile, in modo tale, da un lato, di favorire la sensibilizzazione del mercato immobiliare ai temi del risparmio energetico, del rispetto per l’ambiente e del benessere abitativo, dall’altro, cercare di risollevare il mercato del legno trentino che versa in una profonda crisi economica.
Le case antisimiche secondo il Progetto Sofie vengono realizzate con il sistema di costruzione cross laminated timber X-lam, ossia con l’uso di pannelli lamellari di legno massiccio di spessore variabile dai 5 ai 30 cm realizzati incollando strati incrociati di tavole di spessore medio di 2 metri. I pannelli vengono tagliati in vari modi secondo le più diverse esigenze architettoniche completi di aperture per porte, finestre e vani scala collegati tra loro in opera con angolari metallici, chiodi a rilievi tronco–conici e viti autoforanti. Le pareti di legno vengono poi rivestite con strati di materiali isolanti e incombustibili.
Sono occorsi 5 anni di ricerche per realizzare tale tecnica costruttiva antisismica ed antincendio, proseguendo e perfezionando degli studi che erano stati sviluppati in Germania.
In questi anni sono stati realizzati nei laboratori giapponesi del Building Reasearch Institute di Tsukuba in Giappone varie prove di incendio reale, dove si è acclarato che un edificio costruito come casa Sofie può resistere ad un incendio della durata di un’ora, mantenendo inalterate le sue proprietà meccaniche e la struttura portante, garantendo l’incolumità per i propri occupanti.
L’allora assessore alla programmazione, ricerca e innovazione della provincia di Trento aveva affermato: “L’esito positivo della prova rappresenta un ulteriore conferma della validità del progetto Sofie, Sistema Costruttivo Fiemme, e dell’ottimo lavoro svolto. Le case di legno si inseriscono in modo coerente nel più ampio progetto di investimento della Provincia autonoma di Trento”.
Il prototipo di casa Sofie, poi, è stato sottoposto, superandoli, a numerosi test sismici, dimostrando la resistenza degli edifici in questione anche a scosse pari a 7.2 gradi della scala Richter.
Vi è stata, inoltre la sperimentazione eseguita presso il National Institute for Earth Science and Disaster Prevention (NIED) a Miki, sempre in Giappone, ove il predetto immobile ha resistito alla simulazione di 15 terremoti tra cui quello di Kobe di magnitudo che nel 1995 provocò in Giappone numerose vittime.
Famoso è stato poi il test sismico eseguito – anche questo pienamente superato - presso la piattaforma più grande del mondo sita nella predetta città giapponese su una casa di sette piani e di 24 metri di altezza realizzata con il sistema Sofie.
Un notevole risultato tanto da far affermare a Yoshimitsu Okada, uno dei più grandi studiosi di terremoti a livello mondiale: “…è un giorno memorabile, questo progetto italiano è destinato a cambiare le case in tutto il mondo”.
Inoltre la casa Sofie è stata progettata tenendo in considerazione, altresì, il risparmio energetico, l’acustica e l’architettura biocompatibile, l’approvvigionamento del legname da foreste garantite secondo criteri di sostenibilità, durabilità in condizioni termoigronometriche severe. Uno degli scopi del progetto Sofie, infatti, era quello di fornire linee guida a tutti gli operatori della filiera produttiva foresta–legno–edilizia.
E’ stata annunciata in tutto il mondo come un metodo rivoluzionario di costruzione, alternativo ai metodi tradizionali in acciaio e muratura in termini proprio di comfort abitativo, risparmio energetico, e rispetto per l’ambiente.
Varie trasmissioni televisive, la stampa e numerosi blog e siti internet avevano pubblicizzato la grande opera realizzata con il fondamentale apporto della Provincia di Trento. Il progetto Sofie doveva costituire, pertanto, un nuovo e prezioso vanto della bontà della amministrazione pubblica della nostra provincia. Un’ennesima e nuova prova che i soldi in Trentino non vengono dilapidati come in altre realtà italiane ma spesi bene per reali investimenti a favore di tutta la collettività ed in progetti di spessore innovativo utili per la società.
I media sono stati una vera e propria cassa di risonanza per il progetto di casa Sofie raggiungendo, purtroppo, l’apice di celebrità in seguito al tragico terremoto abruzzese dell’aprile del 2009.
Le varie trasmissioni televisive in quei giorni, affrontando il tema su come occorre costruire case antisismiche, facevano un esplicito riferimento anche agli edifici dalla nuova tecnologia della casa Sofie. In tema di progettazione antisimica tutti si sono domandati quali possano essere i sistemi costruttivi adatti a resistere ai terremoti.
Una delle risposte più frequenti a tale quesito, veicolata dai media in ogni casa degli Italiani, come già summenzionato, si rifaceva al progetto Sofie.
Sul sito ufficiale del progetto Sofie l’ing. Ario Ceccotti direttore del CNR–Ivalsa in merito al recente terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha affermato: “bisogna cambiare mentalità e pensare di cominciare a costruire i nuovi edifici sia per la salvaguardia delle vite umane sia per la salvaguardia del patrimonio edilizio, anche per terremoti di forte intensità, e questo non solo per gli edifici strategici (ospedali, caserme etc.), ma anche per gli edifici residenziali. Con il legno X-lam (Cross-lam – compensato di tavole) questo è possibile a costi contenuti, come dimostrato dall’edificio di 7 piani testato a Kobe, in Giappone, che ha sopportato 7 terremoti dati in serie d’intensità distruttiva senza mostrare deformazioni residue apprezzabili. Negli ultimi anni i progressi nel campo del legno strutturale sono stati enormi, con nuovi prodotti - il Cross-lam è uno di questi - e nuovi sistemi di collegamento meccanici (viti impensabili solo due anni fa). Senza contare il fatto che il legno è un materiale rinnovabile e quindi ecologicamente sostenibile."
Il direttore del CNR–Ivalsa aveva, altresì, affermato che: “Il sogno per noi appassionati del legno, è che questo materiale entri nella cultura tecnico – professionale e scientifica di tutti i progettisti italiani, così come lo è in altri paesi del mondo”
Occorre rammentare che il progetto Sofie è stato in tutti questi anni abbondantemente supportato economicamente dalla Provincia.
In particolare, da ultimo, va segnalata la delibera della Giunta provinciale n. 3123 di data 12/12/2008 che ha approvato, con un contributo di ben 580.000 euro, la collaborazione tra la CNR-IVALSA e l’Università canadese della British Columbia. Un progetto di collaborazione per la ricerca scientifica e tecnologica inerente all’edilizia, in particolare concernente la valorizzazione delle tecniche per la realizzazione di prodotti legnosi.
Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei maggiori investimenti della Giunta negli ultimi anni, un progetto ambizioso a cui tutta la politica trentina guardava giustamente con soddisfazione ed orgoglio, nonchè con ansia ne attendeva la realizzazione. Un prodotto trentino simbolo d’eccellenza, da esportare in tutto il mondo, che dovrebbe da un lato generare delle ricadute economiche ingenti per la nostra Provincia e, dall’altro, conferirLe un prestigio internazionale anche in ambito scientifico-tecnologico.
L’altra finalità sottesa al Progetto Sofie, come già detto, innanzi, è di incrementare notevolmente l’impiego del legno come materiale strutturale nel mercato dell’edilizia e valorizzando una risorsa locale rinnovabile – il legno munito di certificazione di garanzia proveniente dai boschi trentini per la gestione sostenibile, sensibilizzando il mercato immobiliare ai temi del risparmio energetico, del rispetto per l’ambiente e del benessere abitativo.
Il legno dovrebbe essere quello dei boschi provinciali trentini per rilanciare il settore del legname profondamente in crisi attualmente.
A seguito di tutto quanto visto, dopo gli innumerevoli sforzi fatti, le incessanti ricerche scientifiche eseguite ed i numerosi test di prova superati, nonché gli ingenti contributi versati dalla Provincia in questi anni per raggiungere gli obiettivi sottesi al progetto Sofie si viene a scoprire, in modo assai sconcertante e sbalorditivo che il legname dei boschi trentini, per quanto di seguito verrà illustrato, non può essere utilizzato per edificare le case antisismiche in oggetto.
Occorre premettere che il servizio foreste della Provincia ed il Consorzio dei Comuni hanno creato una certificazione (marchio Pecf) che garantisce la qualità del 95% di tutto il legname trentino.
Il Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification Schemes) prevede sia la Certificazione della gestione forestale (certifica che la gestione di alcune aree forestali sono in conformità ai criteri di sostenibilità ambientale sociale ed economico) che la Certificazione della Catena di Custodia (certifica che le aziende del legno e della carta attestano che la materia prima utilizzata proviene da foreste gestite in modo ai predetti criteri di sostenibilità).
Tale marchio, però, risulta incompatibile con il protocollo Leed e con il progetto di Casa Sofie (gli standard LEED sono parametri per l’edilizia sostenibile indicanti i requisiti per costruire edifici eco–compatibili).
Pertanto, per costruire le case antisismiche secondo il progetto Sofie, occorrerà acquistare legname al di fuori della nostra Provincia. Un paradosso, considerata l’enorme quantità di boschi in Trentino, che ridimensionerebbe in modo altamente significativo i ritorni economici per la Provincia derivanti dall’investimento nel progetto Casa Sofie.
Si aggiungano poi i dati forniti in questi giorni dalla Camera di Commercio sulla crisi economica che sta attraversando la filiera economica del legno: perdita del 15% del fatturato.
Come è stato possibile, in vari anni di studio e con l’ausilio dei più grandi ricercatori nel campo, non accorgersi che la certificazione Pecf non fosse idonea per il protocollo Leed e di Casa Sofie resta un mistero.
Sarebbe occorso solo un po’ di coordinazione tra i vari soggetti che si sono occupati delle certificazione Pecf e del Progetto Casa Sofie per ovviare a tale inconveniente.
Laddove si investa in progetti ambiziosi e costosi occorre la massima diligenza e perizia in ogni fase di lavoro e di studio, non si può negligentemente non calcolare la compatibilità della certificazione del legno trentino con le case sismiche e con il protocollo Leed.
Come è possibile che sia accaduto tutto ciò considerando che al progetto Sofie hanno partecipato professionisti altamente qualificati come i ricercatori di fama internazionale provenienti dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Nuova Zelanda, dalla Finlandia, Svezia, dal Giappone, dal Canada, ed esperti delle Università di Trento, Firenze, Pavia?
L’errore a questi livelli non può essere considerato scusabile, non può risultare tollerabile perché si tratta di intoppi prevedibili e pertanto evitabili.
E’ di questi giorni, poi, la notizia che il Consorzio Sofie sarebbe stato eliminato dalla gara di appalto per costruire delle abitazioni in Abruzzo per non avere presentato una certificazione antimafia.
Il certificato antimafia è un certificato camerale d’iscrizione dell’impresa, in cui è indicata la dicitura antimafia: “nulla osta ai fini dell’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575”. Mediante tale documento si attesta l’inesistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto e di tentativi di infiltrazione mafiosa ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 8 agosto 1994 n. 490 nei confronti dei soggetti che intendono instaurare rapporti con la pubblica amministrazione.
La certificazione antimafia è richiesta dagli enti pubblici per la stipulazione di contratti per lavori pubblici, forniture di beni e servizi, erogazioni di contributi e finanziamenti, qualora il valore sia superiore ad una soglia stabilita dalla legge in attuazione delle direttive comunitarie.
In materia di opere e lavori pubblici la soglia comunitaria è di € 5.093.124,72
Per ottenere un certificato antimafia basta presentare una semplice istanza alla Camera di commercio, a tal proposito si rammenta che i certificati antimafia della Camera di Commercio sono equiparati a tutti gli effetti alle comunicazioni o segnalazioni rilasciate nella stessa materia dalle Prefetture.
Pare che la negligente omissione di una semplice operazione come quella testè descritta abbia fatto escludere la Consorzio Sofie dalla partecipazione alla gara d’appalto in Abruzzo di un appalto, è bene rammentarlo, da 330 milioni di euro.
Un errore di tale portata non può essere additato come una semplice una svista o qualificato come una banale dimenticanza per quanto verrà lumeggiato.
Tutte le ditte che partecipano a gare d’appalto superiori a determinate soglie di valore sono a conoscenza di dovere presentare una certificazione antimafia, tanto più doveva essere chiaro nel caso di specie per due ordini di motivi:
- la portata dell’appalto: 330 milioni di euro, cifra che si commenta ex se se confrontata alla soglia stabilita dalla legge oltre la quale occorre presentare il certificato antimafia;
- la rilevanza del Consorzio Sofie, non si tratta di un’impresa piccolina, ma di un’importante società partecipata dalla Provincia, dotata di tutto il personale tecnico adeguato, idonea ad eseguire le proprie opere in tutto il mondo.
Un ultimo dato, occorre sottolineare, in ordine al gravissimo errore della non presentazione.
Subito dopo il tragico terremoto dell’Abruzzo si è parlato immediatamente della ricostruzione dei comuni interessati dal sisma. Sia il Procuratore antimafia Grasso che lo scrittore Saviano hanno paventato la possibile infiltrazione mafiosa che poteva insinuarsi nei cicli della predetta ricostruzione.
L’accento che è stato posto sulla possibile infiltrazione mafiosa testè menzionata, doveva ricordare ai tecnici del Consorzio Sofie, anche qualora non avessero studiato la normativa in materia di appalti pubblici vista poc’anzi, che la prima cosa da fare per partecipare alla gara d’appalto in questione è dimostrare l’assoluta estraneità a fenomeni di contiguità mafiosa presentando una certificazione antimafia.
Evidenzio energicamente – prosegue in consigliere di italia dei Valori - che tale grave negligenza ed imperizia non può essere bollata come un semplice errore o una mera dimenticanza così come ha fatto, con la dichiarazione rilasciata ai giornali, il presidente della Consorzio Sofie Bonvecchio: “al primo bando non siamo stati ammessi per un difetto di documentazione. Un errore indubbiamente. Ma può accadere quando ci si deve preparare in fretta”.
Un errore così grave e grossolano non lo commette neanche un’impresa di piccole dimensioni e che ha sul collo tutta la fretta possibile.
L’ignorantia legis non excusat a questi livelli e quindi non può assolutamente essere trascurata e giustificata.
Mi auguro- conclude - che la Giunta chiarisca quanto è avvenuto, su queste vere e proprie inefficienze e vigili maggiormente sull’operato delle sue partecipate, onde evitare che si ripetano e si perpetuino situazioni analoghe, le quali possono portare ad un profondo vulnus della nostra credibilità in campo nazionale ed internazionale nonchè a perdite economiche consistenti per il Consorzio Sofie e, di conseguenza, per le casse provinciali.
Probabilmente all’interno delle società partecipate dalla Provincia è stato assunto, spesso per nomina politica, purtroppo personale non altamente qualificato. Occorre pertanto rivedere i criteri di nomina dei vari dirigenti preposti alla direzione delle predette società e vigilare maggiormente sul loro operato”.
Ellena Baiguera Beltrami
UFFICIO STAMPA
Consiglio della Provincia Autonoma di Trento
Gruppo "Italia dei Valori"
Via Romagnosi 26 - 38100 Trento
e.mail idv.pat@gmail.com
beltramie@consiglio.provincia.tn.it
cell.3387982232